AUDIOPROTESI

Dalla comunicazione 1:1 al broadcast
AUDIOLOGIA COMUNICAZIONE APPARECCHI ACUSTICI


Per anni la connessione wireless applicata al suono ha significato un legame privato tra due dispositivi: una sorgente e un ricevitore, associati tra loro. Oggi quel paradigma sta cambiando. Il passaggio dalla comunicazione uno-a-uno al broadcast ridefinisce il modo in cui l'audio raggiunge le persone: non più un canale chiuso, ma un flusso aperto che diventa accessibile a tutti, ovunque. È una trasformazione che riguarda l'intrattenimento, la mobilità e i luoghi pubblici, ma che assume un valore particolare per chi utilizza dispositivi acustici.

Al centro di questa evoluzione c'è Auracast™, la nuova frontiera della connettività Bluetooth. Attorno ad essa, però, ruota un ecosistema più ampio di soluzioni di trasmissione diretta per apparecchi acustici e impianti cocleari, fino ai sistemi dedicati alla sordità monolaterale.

Che cos'è Auracast™

Auracast™ è una tecnologia basata su Bluetooth LE (Low Energy) Audio. Il suo funzionamento richiama quello di un hotspot: una sorgente — un televisore, uno smartphone, un sistema di diffusione pubblico — genera un broadcast audio che un numero illimitato di dispositivi può ricevere in tempo reale. Per questo viene spesso descritta come un vero e proprio "Wi-Fi dell'audio".

Come funziona

Il meccanismo è semplice e, allo stesso tempo, rivoluzionario:

  • una sorgente crea un flusso audio in broadcast;
  • i dispositivi compatibili si collegano e ricevono il segnale in tempo reale;
  • non è previsto alcun pairing uno-a-uno, con un accesso quindi aperto e immediato.

Viene così a cadere il principale limite del Bluetooth tradizionale, pensato per collegare un solo ricevitore per volta.

Il valore per il paziente

Per chi indossa apparecchi acustici, i benefici sono concreti: un miglior accesso all'audio in ambienti complessi, un'esperienza più inclusiva e personalizzata e l'integrazione diretta con i dispositivi acustici. Le applicazioni spaziano dagli spazi pubblici — aeroporti, teatri, musei — ai media condivisi, fino all'ascolto di gruppo e all'accessibilità.

Una diffusione già globale

La tecnologia si sta diffondendo con rapidità. In Italia il Teatro degli Industri di Grosseto è stato il primo a implementare Auracast, e oggi sono già attive, soprattutto in Lombardia,  installazioni in sedi di rilievo come il Teatro alla Scala, il Piccolo Teatro di Milano.     

In Europa e nel mondo

In Europa hanno adottato la tecnologia realtà come il National Theatre di Londra, i Delfont Mackintosh

Theatres, il Prince of Wales Theatre e il Novello Theatre, oltre al Birmingham Hippodrome. L’Aeroporto di Francoforte ha lanciato uno dei primi progetti pilota su larga scala, aprendo la strada a installazioni nei centri culturali tedeschi, mentre in Repubblica Ceca e Slovacchia sono in corso fasi di test in impianti pubblici di nuova costruzione.

Fuori dall’Europa, la Sydney Opera House è stata la prima sede culturale al mondo a implementare Auracast in modo permanente per migliorare l’accessibilità durante le performance dal vivo. Seguono lo Stadium Taranaki in Nuova Zelanda, tra le prime installazioni in uno stadio dell’area australasiatica,

il piccoloil Marriott Theatre di Chicago e diversi aeroporti statunitensi — come Dallas — con progetti pilota per trasmettere annunci di gate e informazioni di volo direttamente ai passeggeri.

Il cuore del problema: il rapporto segnale/rumore

Al di là della tecnologia, il vero nodo dell'ascolto è il rapporto segnale/rumore (SNR). L'intelligibilità del parlato è direttamente correlata all'SNR, sia nel soggetto ipoacusico sia nel normoacusico: perché una frase sia comprensibile, il segnale deve emergere chiaramente dal rumore di fondo.

Nei soggetti ipoacusici è richiesto un SNR più elevato, e questo fabbisogno aumenta con la severità della perdita uditiva, con la distanza dalla sorgente sonora e con la presenza di riverbero nell'ambiente. I fattori ambientali che limitano il beneficio protesico

Sono tre gli elementi che riducono l'efficacia della protesi:

  • distanza;
  • riverbero;
  • rumore.

Le protesi acustiche moderne migliorano l'SNR grazie a tecnologie avanzate: connettività diretta, sistemi TV connect, fitting evoluto con misure in vivo, programmi automatici di riconoscimento ambientale, tecnologia wireless ear-to-ear e intelligenza artificiale. Tuttavia, non sempre eliminano il rumore né compensano del tutto distanza e riverbero: il beneficio resta fortemente dipendente dal contesto acustico. La risposta arriva dagli ausili uditivi dedicati.

I  sistemi wireless di connessione diretta

Microfoni esterni

I microfoni esterni offrono una trasmissione diretta del segnale vocale fino a circa 25 metri, riducendo rumore, distanza e riverbero e migliorando così l'SNR. Per rendere al meglio vanno tenuti vicino alla sorgente sonora — indicativamente tra i 10 e i 40 centimetri. Il limite principale resta nei volumi fissi o manuali, poco adattivi.

La famiglia Roger

I sistemi Roger rappresentano un salto di qualità rispetto al Bluetooth tradizionale, per tre ragioni fondamentali:

  • guadagno adattivo: all'aumentare del rumore il sistema alza il segnale, mantenendo un SNR positivo;
  • latenza pari a zero: i movimenti della bocca corrispondono esattamente al segnale ricevuto;
  • portata superiore, laddove il Bluetooth tradizionale risulta poco efficace oltre i 7-8 metri.

La gamma comprende trasmettitori come il Clip-on mic (ideale per l'ascolto a due e in ambito pediatrico, con raggio di circa 10 metri), il Roger Select, la Roger Pen, il Roger Table Mic e il Roger ON, con portate che vanno dai 4 metri come puntatore fino ai 25 metri in aula. I ricevitori come il Roger X hanno oggi una licenza trasferibile direttamente nell'apparecchio acustico tramite il Roger Installer — a uso dell'audioprotesista — riducendo dimensioni e ingombro senza aggiungere hardware alla protesi.

Compatibilità con gli impianti cocleari

Questi dispositivi sono compatibili con le protesi in commercio e con gli impianti cocleari (I.C.). Nel caso degli impianti, però, la licenza non è trasferibile: il ricevitore va applicato e montato fisicamente, con l'adattatore specifico per ciascun impianto.

La tecnologia multi-beam

Molti di questi apparecchi integrano la tecnologia multi-beam (multi-raggio): grazie a microfoni multipli — fino a sei — il sistema individua il miglior rapporto segnale/rumore e lo valorizza per il paziente, così da mantenere la migliore intelligibilità possibile. La gestione avviene tramite un'app dedicata.

Fornitura sociale e aspetti normativi

Sul piano della fornitura sociale, la prescrizione tipo prevede due ricevitori (cod. 22.18.24.003) e un trasmettitore (cod. 22.18.24.006); il codice non cambia in base al modello di trasmettitore utilizzato. La normativa nazionale resta però in evoluzione: in assenza di un tariffario unico, il Servizio Sanitario può intervenire facendo riferimento ai codici presenti negli attuali LEA, ma con differenze regionali significative — alcune regioni hanno già tariffato i dispositivi, altre li mantengono a preventivo.

Le soluzioni per la sordità monolaterale (SSD)

Per la sordità monolaterale (Single-Sided Deafness), il sistema BAHA capta i suoni dal lato dell'orecchio non udente e, attraverso vibrazioni trasmesse all'osso cranico, li invia alla coclea dell'orecchio sano. In questo modo si supera l'effetto ombra della testa, permettendo all'orecchio funzionante di ricevere anche i suoni provenienti dal lato sordo, con una logica affine a quella dei sistemi CROSS per via aerea.

Conclusioni

Dalla comunicazione privata al broadcast condiviso, l'audio wireless sta diventando un servizio realmente inclusivo. Auracast™ e i sistemi di trasmissione diretta condividono un obiettivo comune: far emergere il segnale dal rumore e riportare l'ascolto al centro dell'esperienza, in teatro come in aeroporto, a scuola come nella vita quotidiana.

 

Filippo Fondelli

 

Riferimenti bibliografici 

•     Bluetooth SIG, Auracast™ Broadcast Audio: Developer and Market Overview, Bluetooth Special Interest Group, 2023. 
•     Forli F., Rapporto segnale/rumore e intelligibilità del parlato nell'ipoacusico, Atti di aggiornamento audiologico, 2022. 
•     World Health Organization, World Report on Hearing, WHO, Geneva, 2021. 
 



03 Agosto 2026


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