ONCOLOGIA

L’evoluzione tecnologica nella TORS
OROFARINGE CHIRURGIA ROBOTICA A.I.


Negli ultimi vent’anni la chirurgia oncologica del distretto testa-collo ha attraversato una trasformazione profonda, trainata dallo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate. L’obiettivo è stato duplice: ridurre l’invasività degli approcci chirurgici e migliorare sia gli outcome clinici sia l’ergonomia del chirurgo. Proprio su questi principi si è concentrato il lavoro degli ingegneri di Intuitive Surgical nello sviluppo del sistema robotico da Vinci Single-Port (SP).

Approvato dalla FDA nel 2018 e inizialmente progettato per applicazioni urologiche, il sistema è stato progressivamente introdotto anche nella chirurgia testa-collo grazie alla sua capacità di operare in spazi anatomici ristretti attraverso un unico accesso. A differenza dei sistemi multiportali precedenti (da Vinci Si e Xi), la piattaforma SP concentra tre strumenti robotici articolati e una telecamera 3D ad alta definizione all’interno di un singolo braccio di circa 2,5 cm di diametro. Da questo accesso si dispiegano strumenti flessibili progettati per aumentare la libertà di movimento in corridoi chirurgici complessi come quelli delle vie aerodigestive superiori.

FIG 1. Sistema robotico single-port con strumenti articolati.

 

A pochi anni dalla sua introduzione clinica, i gruppi più autorevoli ed esperti nella chirurgia robotica transorale hanno iniziato a pubblicare le prime esperienze. Tra queste spicca il lavoro del gruppo nordamericano guidato da Oberhelman, pubblicato nel 2024 su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery. Parallelamente è comparso su Oral Oncology uno studio comparativo tra i sistemi da Vinci Xi e SP condotto da un gruppo sud-coreano. Insieme, questi lavori offrono due prospettive autorevoli sull’impatto clinico della nuova piattaforma nella TORS.

Lo studio statunitense analizza l’esperienza iniziale di un grande centro accademico che ha introdotto la piattaforma SP nella propria pratica nel 2018. Sono stati valutati complessivamente 205 interventi di chirurgia robotica transorale: 96 eseguiti con il sistema Si tra il 2016 e il 2018 e 109 con il sistema SP tra il 2018 e il 2020. L’obiettivo non era soltanto confrontare gli esiti clinici, ma anche comprendere come la nuova tecnologia potesse influenzare la logistica di sala operatoria e la definizione delle strategie chirurgiche.

I risultati mostrano una sostanziale sovrapponibilità tra le due piattaforme dal punto di vista clinico. Tempi operatori, tassi di emorragia post-operatoria, durata della degenza ospedaliera e tempi di dipendenza dal sondino nasogastrico risultano comparabili. Anche gli esiti oncologici non evidenziano differenze significative: margini chirurgici, caratteristiche patologiche e indicazioni alla terapia adiuvante sono risultati analoghi nei due gruppi.

In altre parole, il passaggio alla piattaforma single-port non modifica l’efficacia oncologica della TORS, ma introduce alcuni miglioramenti tecnici. Uno dei limiti storici dell’impiego transorale di robot inizialmente concepiti per la laparoscopia è infatti la gestione dello spazio operatorio: la presenza di più bracci robotici in cavità anatomiche ristrette può generare collisioni e limitare la manovrabilità. Il design uniportale del sistema SP riduce questa limitazione, consentendo agli strumenti di articolarsi da un unico accesso e migliorando l’accessibilità a regioni anatomiche difficilmente raggiungibili, soprattutto in caso di esponibilità subottimale. Secondo quanto riportato nello studio, la piattaforma SP offre alcuni vantaggi operativi concreti: migliore qualità dell’immagine endoscopica, disponibilità di strumenti bipolari avanzati e utilizzo più efficace del terzo braccio robotico. Questi elementi possono facilitare la dissezione e migliorare il controllo dell’emostasi, aspetti particolarmente rilevanti nella chirurgia oncologica transorale.

Considerazioni in parte sovrapponibili emergono anche dallo studio sud-coreano pubblicato su Oral Oncology, che ha confrontato il sistema SP con la piattaforma multiport più recente, il da Vinci Xi, in una coorte di 209 pazienti con carcinoma squamocellulare dell’orofaringe sottoposti a TORS dopo chemioterapia neoadiuvante. In questo studio 136 interventi sono stati eseguiti con il sistema SP e 73 con il sistema Xi. Anche in questo caso i risultati clinici confermano la sicurezza oncologica della piattaforma SP: non sono emerse differenze significative nei tassi di complicanze post-operatorie né negli esiti funzionali legati alla deglutizione. L’analisi intraoperatoria ha però evidenziato alcuni elementi di interesse pratico. Il sistema SP ha mostrato tempi di docking significativamente più brevi (circa 5,7 minuti contro 10 minuti con il sistema Xi) e una tendenza a tempi di console più ridotti. Inoltre, la percentuale di resezioni con margini ampiamente negativi è risultata numericamente superiore nel gruppo SP, pur senza raggiungere la significatività statistica, suggerendo un possibile legame tra esponibilità del target e radicalità chirurgica. Nel complesso, questi dati indicano che il principale vantaggio della nuova piattaforma non risiede tanto in un miglioramento immediato degli esiti clinici quanto nell’ottimizzazione dell’ergonomia chirurgica e dell’esperienza dell’operatore. La maggiore flessibilità degli strumenti e la migliore gestione dello spazio operatorio possono tradursi in procedure più fluide ed efficienti, soprattutto nelle regioni più profonde dell’orofaringe. Naturalmente, come sottolineano gli stessi autori, gran parte delle evidenze disponibili deriva da studi retrospettivi e dalle esperienze iniziali dei centri che hanno introdotto la tecnologia. Nel complesso, tuttavia, i dati oggi disponibili delineano un quadro abbastanza chiaro: la piattaforma SP rappresenta un’evoluzione tecnologica significativa della chirurgia robotica, ottimizzata per gli approcci transorali e capace di migliorare manovrabilità e ingombri senza compromettere sicurezza oncologica ed esiti funzionali.

Per gli otorinolaringoiatri che si occupano di oncologia testa-collo, sapersi confrontare e adattare al rapido aggiornamento tecnologico che caratterizza la chirurgia contemporanea è ormai inevitabile. Mentre scriviamo di questi primi studi sul sistema SP, Intuitive Surgical ha già presentato una nuova generazione della propria piattaforma robotica: il recentissimo “da Vinci 5”. Tra le innovazioni annunciate figura l’introduzione del feedback tattile, la cui assenza rappresentava ad oggi una delle principali limitazioni dei sistemi robotici attualmente disponibili. Resta ora da capire quanto queste innovazioni tecnologiche si tradurranno in vantaggi clinici realmente misurabili in termini di outcome oncologici e funzionali, e quanto invece rimarranno sofisticati esercizi di ingegneria. La risposta, come spesso accade in chirurgia, arriverà solo dall’esperienza clinica e da studi prospettici di più ampio respiro.

 

Andrea Carobbio

 

 

Articoli di riferimento

  • Oberhelman et al., JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery. DOI: 10.1001/jamaoto.2023.3994
  • Costantino et al., Oral Oncology. DOI: 10.1016/j.oraloncology.2023.106629

 

 



17 Agosto 2026


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