CASI CLINICI

Trattamento chirurgico personalizzato in paziente con OSAS severa
CHIRURGIA OSA


Il caso clinico riguarda un paziente di 41 anni affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) severa, senza comorbidità rilevanti e con BMI di 27,8 . Dal punto di vista clinico, il paziente presentava un quadro caratterizzato da Mallampati 3 e Friedman TP 2, senza pregressi interventi di roncochirurgia e con sintomatologia soggettiva relativamente modesta (ESS 4), a fronte però di un’importante compromissione respiratoria notturna.

L’esame obiettivo ha evidenziato un’ipertrofia tonsillare di grado 3 e un marcato prolasso palatale con ugola allungata, in assenza di retrognazia e con epiglottide normoconformata . Un elemento cruciale nella gestione del caso è stato il rifiuto della terapia ventilatoria con CPAP, anche solo a scopo di prova, indirizzando quindi il percorso verso una valutazione chirurgica.

La polisonnografia ha confermato la gravità del quadro, con AHI pari a 75,6, desaturazioni significative (SpO₂ nadir 73%) e assenza di componente posizionale . Tali dati, associati a un pattern desaturativo marcato, hanno motivato l’indicazione a eseguire una DISE (Drug-Induced Sleep Endoscopy), che ha individuato come principale sito ostruttivo il distretto orofaringeo-tonsillare con collasso latero-laterale.

Alla luce della classificazione PALM 1 (alta collassabilità anatomica), è stata definita una strategia terapeutica orientata verso un approccio anatomico. Dopo valutazione multidisciplinare, il piano condiviso ha previsto un trattamento combinato comprendente tonsillectomia, faringoplastica laterale (Barbed Lateral Pharyngoplasty – BLPh), utilizzo di dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) e riduzione ponderale.

La tecnica chirurgica adottata, la BLPh, si basa sull’impiego di suture barbed in polidioxanone, con l’obiettivo di aumentare la tensione e l’espansione della parete laterale faringea, principale sede di collasso . L’intervento è stato completato con uvulotomia distale. Il decorso post-operatorio è risultato regolare, con dolore lieve-moderato e assenza di complicanze significative.

I risultati clinici sono stati rilevanti: alla polisonnografia post-operatoria senza MAD, l’AHI si è ridotto da 75,6 a 11,5, con netto miglioramento anche degli indici di ossigenazione . L’associazione con MAD ha ulteriormente ottimizzato l’outcome, portando l’AHI a 5,1 e avvicinando il quadro a una condizione di quasi normalità.

Dal punto di vista tecnico, la BLPh ha mostrato vantaggi significativi nei pattern di collasso laterale e circolare, grazie alla capacità di espandere la parete faringea con un approccio mirato e relativamente poco invasivo. Tuttavia, sono state evidenziate alcune limitazioni, tra cui possibili disagi legati alla sutura e la necessità di una tecnica accurata per garantire stabilità e durata del risultato.

Sintesi conclusiva

Questo caso dimostra come un approccio personalizzato e multidisciplinare possa rappresentare un’alternativa efficace alla CPAP nei pazienti con OSAS severa non aderenti alla terapia ventilatoria. L’utilizzo della DISE ha consentito di identificare con precisione il sito di collasso e di orientare la scelta terapeutica verso una chirurgia mirata. La combinazione di faringoplastica laterale, tonsillectomia e MAD ha portato a un miglioramento clinico significativo, confermando il ruolo della chirurgia “su misura” nella gestione moderna dei disturbi respiratori del sonno.

 

 

TAVOLA SINTETICA 

 

 

Fabrizio Salamanca



06 Maggio 2026


CHIRURGIA OSA

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