Le riflessioni e i dati riportati derivano da interventi presentati durante il XXIII Congresso Nazionale AIOLP (Riccione, ottobre 2025) e sono riorganizzati qui per temi clinici.
L’otorinolaringoiatria del futuro sarà sempre più tecnologica, personalizzata e multidisciplinare, ma resterà saldamente ancorata alla competenza clinica, alla conoscenza anatomica e alla centralità del paziente. Partendo da queste premesse il Dott.Antonio Mazzoni, ha offerto una visione ampia e articolata sul presente e sul futuro dell’otorinolaringoiatria, mettendo al centro l’evoluzione delle tecniche chirurgiche, l’impatto crescente delle nuove tecnologie e l’integrazione di farmaci innovativi nei diversi ambiti della specialità.
Il Prof. Paolo Castelnuovo ha invece ripercorso con chiarezza e profondità i profondi cambiamenti che hanno interessato negli ultimi vent’anni la chirurgia naso-sinusale e del basicranio anteriore. L’introduzione di approcci endoscopici minimamente invasivi, supportati da una tecnologia sempre più sofisticata, ha consentito di aumentare radicalità e precisione, riducendo al contempo l’impatto chirurgico sul paziente. Nel suo intervento, Castelnuovo ha voluto rendere omaggio a due Maestri che hanno segnato in modo indelebile la storia dell’otorinolaringoiatria: il Prof. Antonino Antonelli, pioniere e instancabile innovatore, il cui insegnamento continua a vivere attraverso le generazioni di specialisti che ha formato, e il Prof. Eugenio Mira, ancora oggi punto di riferimento per rigore scientifico, visione etica e dedizione alla crescita della disciplina. Due figure che incarnano il ponte ideale tra passato e futuro della specialità.
Il Prof. Mario Sanna ha quindi illustrato i progressi in ambito otologico e otoneurologico, guidando i partecipanti attraverso la complessità della chirurgia del basicranio laterale. In questo scenario ad alta intensità tecnologica, è stato ribadito come la perfetta conoscenza dell’anatomia e una solida formazione chirurgica restino imprescindibili. Particolare attenzione è stata dedicata alla chirurgia del neurinoma dell’acustico, che oggi mira non solo alla rimozione radicale della neoplasia, ma anche alla preservazione del nervo facciale e, quando possibile, dell’udito. Indipendentemente dall’approccio chirurgico scelto, il controllo del sanguinamento e una visione operatoria ottimale rimangono condizioni essenziali per ridurre il rischio di danni neurologici.
La lettura magistrale dello stesso Sanna sulla gestione dei chemodectomi e dei tumori del foro lacero posteriore ha rappresentato uno dei momenti di maggiore rilievo scientifico. Tumori rari, ipervascolarizzati e spesso infiltranti, i paragangliomi della testa e del collo pongono sfide diagnostiche e terapeutiche complesse per la loro vicinanza a strutture neurovascolari critiche. L’approccio moderno richiede una gestione altamente multidisciplinare e tecniche chirurgiche raffinate, in grado di coniugare radicalità oncologica e riduzione della morbilità.
Ampio spazio è stato dedicato al tema, sempre attuale e delicato, della diagnosi di neurinoma dell’acustico. Come emerso dal confronto tra i relatori, il corretto inquadramento iniziale consente di costruire un percorso terapeutico realmente personalizzato. La Dott.ssa Rachele Bivona ha illustrato il ruolo ormai consolidato della strategia “wait and see”, indicata nei casi selezionati di piccoli tumori a lenta crescita, sottolineando l’importanza di una comunicazione chiara con il paziente: osservare significa sorvegliare attivamente, non rinunciare alla cura.
Il Prof. Giovanni Danesi ha definito con precisione le condizioni che rendono indicata la chirurgia, riservata a neoplasie in crescita, di dimensioni significative o associate a sintomi neurologici rilevanti. Accanto alla microchirurgia, la radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife, come evidenziato da Antonio Nicolato, rappresenta oggi un’opzione terapeutica efficace per neurinomi di piccole e medie dimensioni, con elevati tassi di controllo tumorale e buona preservazione funzionale. Interessante il dibattito sull’approccio combinato microchirurgia–radiochirurgia, sempre più orientato alla complementarità piuttosto che alla competizione.
Infine, il Dott.Maurizio Falcioni ha affrontato il tema della gestione del neurinoma dell’acustico nel paziente anziano, sottolineando la necessità di bilanciare controllo della malattia, comorbilità ed aspettativa e qualità di vita. In questa popolazione, osservazione attiva, radiochirurgia e chirurgia diventano strumenti flessibili da modulare caso per caso, con l’obiettivo principale di mantenere stabilità clinica e benessere funzionale.






