Conduzione nei tessuti molli ed effetto occlusione

Uno studio pubblicato sulla rivista Audiology Research ha evidenziato come l’effetto occlusione può essere indotto in risposta alla stimolazione erogata sui tessuti molli (STC).

Studio pubblicato su Audiology Research consente di comprendere meglio le implicazioni della stimolazione STC 

Per le diagnosi cliniche, la stimolazione della conduzione ossea viene attivata da un vibratore applicato alle ossa del cranio, di solito sopra il mastoide o sulla fronte, e viene utilizzata per distinguere tra una perdita uditiva conduttiva (in cui le soglie della conduzione aerea sono elevate e le soglie della conduzione ossea sono normali) e una perdita uditiva neurosensoriale (in cui sono elevate entrambe le soglie).

Questa differenziazione si basava sul presupposto che la stimolazione della conduzione ossea eccitasse direttamente l’orecchio interno. Oggi è evidente che il processo uditivo può partire anche dalle vibrazioni nei tessuti molli indotte con stimolatore osseo oppure prodotte intrinsecamente nel corpo dal battito cardiaco, dal flusso sanguigno o da vocalizzazioni.

Soft tissue conduction-STC

La conduzione dei tessuti molli (soft tissue conduction-STC) è una modalità di stimolazione uditiva nella quale il vibratore osseo clinico trasmette stimoli sotto forma di vibrazioni entro la frequenza uditiva a siti cutanei sulla testa, sul collo e sul torace. Indagare il meccanismo della stimolazione STC è utile per comprendere sempre meglio le modalità dell’attivazione cocleare, in generale, e alcuni fenomeni uditivi non ancora del tutto chiari.

Uno studio recentissimo condotto da alcuni ricercatori israeliani e pubblicato a dicembre 2020 sulla rivista Audiology Research ha permesso di comprendere meglio le implicazioni della stimolazione STC, attraverso la valutazione dell’entità dell’effetto occlusione sulla stessa stimolazione STC, e il confronto con quella della stimolazione della conduzione ossea più convenzionale.

Sono state infatti valutate e confrontate le soglie ottenute in risposta a diverse frequenze di stimoli sotto forma di vibrazioni forniti da un vibratore osseo clinico su tessuti molli e sulle ossa. Le soglie, inoltre, sono state misurate sia con il canale uditivo esterno aperto, sia occluso con un tappo auricolare che fornisce un’attenuazione di 30 dB. La differenza tra le soglie non occluse e quelle occluse è un valore che rappresenta l’entità dell’effetto occlusione (OE), definito come il potenziamento della soglia a conduzione ossea derivante dall’occlusione del canale uditivo esterno.

Si ipotizza, infatti, che l’effetto occlusione derivi dalle vibrazioni della parete del canale esterno indotte dalla stimolazione della conduzione ossea, che producono pressione nel canale uditivo. Nella condizione di canale aperto, la pressione è per la maggior parte dissipata nell’ambiente circostante. Tuttavia, quando il canale è occluso, la pressione dell’aria intrappolata nel canale si somma con le vibrazioni della membrana timpanica, della catena degli ossicini e così via, come nella conduzione aerea, aumentando la risposta dell’orecchio interno.

I risultati

Secondo il team di ricercatori, lo studio ha dimostrato per la prima volta che l’effetto occlusione può essere indotto in risposta alla stimolazione erogata sui tessuti molli (STC), e non soltanto alla stimolazione a conduzione ossea.

Si ipotizza che l’effetto occlusione rilevato in risposta alla stimolazione STC sia correlato alle vibrazioni indotte nei tessuti molli durante la stimolazione stessa. Tali vibrazioni non soltanto raggiungono ed eccitano l’orecchio interno, ma si propagano anche attraverso la parete cartilaginea dei tessuti molli più ricettivi del canale esterno e, quando esso è occluso, la pressione dell’aria intrappolata muove la membrana timpanica, gli ossicini, e così via.

Pertanto, l’effetto occlusione in risposta alla stimolazione STC è una logica conseguenza dei suoi stessi meccanismi.

L’uso dello stetoscopio per ascoltare i suoni del corpo (battito cardiaco, flusso sanguigno, battito fetale) e, inoltre, la percezione dei suoni materni da parte del feto, sono tutte ulteriori dimostrazioni della conduzione dei tessuti molli e del suo rapporto con l’udito. La presenza dell’effetto occlusione in risposta alla stimolazione sui tessuti molli fornisce una prova aggiuntiva della natura della STC.

Se la conduzione ossea è una forma di udito in qualche modo artificiale, indotta dalle vibrazioni trasmesse da uno speciale vibratore meccanico e utilizzata per scopi diagnostici o come apparecchio acustico, la STC è invece una forma di udito più naturale, si verifica spontaneamente e intrinsecamente nel corpo e svolge un ruolo chiave nella diagnosi clinica di base.