Covid-19: le conseguenze psicologiche del distanziamento sociale

In una società abituata alla continua interazione con gli altri, l’autoisolamento e il cambiamento radicale delle abitudini quotidiane pongono a dura prova la nostra psiche.

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Situazioni di grave emergenza come quella che stiamo vivendo e il conseguente distanziamento sociale collegato alla pandemia COVID-19 mettono a rischio non solo la nostra salute fisica, ma anche quella mentale.

In una società abituata alla continua interazione con gli altri, amici o colleghi, l’autoisolamento e il cambiamento radicale delle abitudini quotidiane pongono a dura prova il nostro stato d’animo e comportamento.

Sulla base di esperienza passate (uragani, SARS ecc.), gli esperti osservano che stress post-traumatico, violenze domestiche, abuso di alcol e sostanze stupefacenti, disturbi dell’umore (ansia, depressione ecc.) e del comportamento crescono considerevolmente durante queste situazioni estreme con conseguenze che si protraggono anche nel medio-lungo termine.

Considerando la rilevanza del problema e il fatto che alcune persone siano coinvolte più di altre, è fondamentale dunque giocare d’anticipo e/o adottare strategie mirate.

A tal proposito, Sandro Galea, assieme a suoi colleghi, riporta e descrive sulla rivista JAMA il programma di supporto “Mental Health UK” adottato nel Regno Unito.

In sintesi questo programma suggerisce di:

  • Affidarsi alla tecnologia per accorciare le distanze fisiche continuando, per quanto possibile, con le consuete attività scolastiche, lavorative o sportive dandosi delle tempistiche da rispettare, aspetto importante soprattutto per i bambini. Particolare attenzione va fatta al coinvolgimento anche delle persone non abituate a questo genere di interazione, ma che ne possono beneficiare nella fase di distanziamento sociale come anziani, persone in ristrettezze economiche ecc. Piattaforme di supporto mentale con persone esperte possono essere di ulteriore aiuto;
  • Dotarsi di meccanismi di segnalazione rapida per eventuali richieste di aiuto o di “posti sicuri” dove poter ospitare, mantenendo le dovute distanze, coloro che ne necessitano. In questo modo le violenze domestiche, a rischio di aumento data la coabitazione forzata, possono essere considerevolmente ridotte;
  • Essere preparati all’aiuto formando persone (psicologici, medici, farmacisti ecc.) in grado di dare il supporto più adatto in queste particolari condizioni attraverso servizi a domicilio (se necessario per il rifornimento di medicinali o cure in loco), telemedicina, consulti online ecc.

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Reference

Galea S, Merchant RM, Lurie N. The Mental Health Consequences of COVID-19 and Physical Distancing: The Need for Prevention and Early Intervention. JAMA Intern Med. Published online April 10, 2020. doi:10.1001/jamainternmed.2020.1562

 

 

Redazione
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