L’infortunio sul lavoro rappresenta un evento lesivo legato a una causa violenta e improvvisa, avvenuto sul luogo o durante l’attività lavorativa, compreso il tragitto casa-lavoro. Si tratta di una piaga sanitaria e sociale che, pur essendo in gran parte prevenibile, continua a colpire un numero elevato di lavoratori. Le implicazioni sono non solo sanitarie, ma anche assicurative, etiche e giuridiche.
Negli ultimi anni, numerose evidenze scientifiche hanno indicato che i disturbi del sonno, in particolare le apnee ostruttive del sonno (OSA), rappresentano un fattore di rischio indipendente e significativo per gli infortuni lavorativi. L’OSA, condizione molto diffusa anche tra soggetti in età lavorativa, può provocare sonnolenza diurna, ridotta vigilanza e tempi di reazione più lenti, elementi che aumentano sensibilmente la probabilità di errore, incidenti e lesioni sul lavoro.
OSA e rischio infortunistico: le evidenze
Numerosi studi epidemiologici confermano un rischio più che doppio di infortuni nei soggetti con sospetta OSA. Il dato è ulteriormente aggravato in professioni ad alto rischio (uso di macchinari, guida, mansioni notturne). In ambito sanitario, studi condotti su personale ospedaliero evidenziano un rischio aumentato di incidenti fino a 2,7 volte in presenza di sintomi compatibili con OSA.
Il rischio è particolarmente significativo in funzione della sua gravità e/o probabilità (Figura 1). Nel caso delle OSA questo si verifica in presenza di:
- condizioni che aumentino la probabilità di sonnolenza (come, per esempio, il lavoro svolto durante l’orario notturno, o con orari prolungati o dopo cambiamento di fuso orario – jet lag);
e/o
- condizioni che aumentino la gravità delle conseguenze dell’evento (infortuni gravi per sé e per gli altri in caso di macchine semoventi, situazioni di pericolo, elevata responsabilità verso terzi).

Il ruolo strategico della medicina del lavoro
La sorveglianza sanitaria, affidata al medico competente, rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione degli infortuni, specie nelle mansioni a rischio. Tuttavia, nel caso delle OSA, l’identificazione precoce dei soggetti a rischio è ancora limitata da alcuni ostacoli:
- assenza di test semplici e affidabili da applicare nei contesti lavorativi;
- mancanza di percorsi diagnostici-terapeutici rapidi e accessibili;
- scarsa consapevolezza del problema tra lavoratori e professionisti sanitari.
La diagnosi di OSA si basa su esami come la polisonnografia, ma strumenti di screening più agili – come i questionari Berlin ed Epworth – se ben impiegati, possono aiutare a individuare i soggetti da inviare agli approfondimenti. Inoltre, la recente modifica normativa (D.Lgs. 48/2023) permette ai medici competenti di ampliare la sorveglianza sanitaria anche oltre i casi “normati”, se emergono rischi potenziali dai luoghi di lavoro o dai sintomi riferiti dai lavoratori.
Problematiche aperte
Nonostante le potenzialità, l’attuale sistema di sorveglianza sanitaria non prevede uno screening sistematico per OSA, neppure nelle mansioni critiche.
Le criticità principali includono:
- assenza di strumenti diagnostici rapidi e validati per il contesto lavorativo;
- timore da parte dei lavoratori nel riferire sintomi che potrebbero condurre a limitazioni nell’idoneità lavorativa;
- sottostima del problema da parte di medici di base e medici del lavoro, che non sempre riconoscono i segni delle OSA come rilevanti per la salute occupazionale.
Uno studio italiano recente (Spiteri et al., 2024) ha mostrato che oltre il 25% dei lavoratori sanitari è a rischio moderato o alto di OSA. Tuttavia, solo una piccola parte riceve un’indagine approfondita. Anche test semplici di vigilanza o reattività mostrano correlazioni con il rischio OSA, ma non sono ancora validati per l’uso sistematico.
Il ruolo dell’otorinolaringoiatra
In questo contesto, il medico ORL può svolgere un ruolo cruciale. La valutazione delle vie aeree superiori, il riconoscimento precoce dei segni clinici (russamento, ostruzione, morfologia orofaringea), e l’avvio a percorsi terapeutici (C-PAP, chirurgia, terapia posizionale) sono elementi fondamentali per ridurre la sonnolenza e migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei lavoratori. La collaborazione tra medicina del lavoro e specialisti ORL è essenziale per costruire percorsi condivisi e tempestivi.
Complicanze legate all’OSA
Da ultimo occorre sottolineare che l’effetto sulla salute occupazionale delle OSA non si esaurisce sul rischio infortunistico, essendo esse associate, come estesamente documentato in vari altri capitoli del presente trattato, a varie complicanze di natura metabolica, neurologica e, soprattutto, cardiovascolare.
In un mondo del lavoro caratterizzato dall’elevarsi dell’età media dei lavoratori, ogni fattore che concorre all’instaurarsi di malattie cronico degenerative ha un impatto sempre maggiore sulla salute dei lavoratori, con importanti ricadute anche in termini di occupabilità (limitazioni o non idoneità alla mansione), giorni persi di lavoro, produttività. Indicativo è lo studio di Sjoosten e collaboratori (N Sjoosten, Kivimaki M Oksannen T Respir Med 2009)[9] che mostra un rischio circa doppio, in entrambi i generi, sia di assenze lavorative che di disabilità al lavoro per i pazienti con OSA. In conclusione una corretta diagnosi, terapia e prevenzione delle OSA hanno quindi ricadute molto importanti in termini di salute globale dei lavoratori.
Conclusioni
L’OSA è una condizione sottodiagnosticata ma altamente rilevante per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La sonnolenza diurna è un importante fattore di rischio per infortuni gravi, specie in settori come trasporti, sanità e industria. È necessario sviluppare strumenti di screening efficaci, aumentare la formazione degli operatori sanitari e costruire sinergie tra medicina del lavoro e specialisti ORL, al fine di ridurre il rischio infortunistico e migliorare la salute globale del lavoratore.
L’identificazione e il trattamento tempestivo delle OSA non rappresentano solo una misura clinica, ma una vera e propria strategia di prevenzione degli infortuni e di promozione della salute nei luoghi di lavoro.
Bibliografia
- DPR 1124 del 1965
- Ulfberg J, Carter N, Edling C Scand J Work Env Health 2000
- N Sjösten, M Kivimäki, T Oksanen, Obstructive sleep apnoea syndrome as a predictor of work disability, Respiratory Medicine, 2009
- Hassani S, Rahnama N, Seyedmehdi SM. Association between Occupational Accidents and Sleep Apnea in Hospital Staff. Tanaffos. 2015
- Garbarino S, Guglielmi O, Sanna A, Work accident in OSA. Sleep disorders breeting 2016
- Spiteri G, Monaco MGL, Carta A Interrn Arch Occ & Env Healt, 2024
- Chen L, Pivetta B, Nagappa M sleep breating, 2021
- Netzer NC, Stoohs RA, Netzer CM Using the Berlin Questionnaire to identify patients at risk for the sleep apnea syndrome. Ann Intern Med, 1999
- N Sjoosten, Kivimaki M Oksannen T Respir Med 2009






