Migliorare l’equilibrio con gli apparecchi acustici

L’utilizzo degli apparecchi acustici aiuta nel mantenimento dell’equilibrio e migliora la qualità di vita, lo rivela una review italiana.

La perdita uditiva, come ampiamente dimostrato da diversi studi clinici, è associata a molteplici comorbidità, tra cui ridotta salute fisica, ansia, depressione, isolamento, declino cognitivo e demenza. Oltre alle presenti, è spesso associata a problemi di equilibrio con diverse teorie che tentano di spiegarne la relazione. 

Una prima teoria suggerisce che si tratti di una perdita della funzione labirintica correlata all’età, in cui la perdita dell’udito è un marker per l’ipofunzione vestibolare; in base ad una seconda teoria invece la stabilità posturale è mantenuta da informazioni sensoriali (input visivi, audio-vestibolari e somatosensoriali) e la riduzione di segnali uditivi in pazienti ipoacusici impatta in maniera diretta sull’equilibrio.

Sono molti gli studi finora condotti che hanno tentato di indagare il rapporto tra perdita uditiva e disfunzione vestibolare. Un’equipe italiana ha effettuato la prima revisione sistematica degli effetti degli apparecchi acustici sull’equilibrio, valutando il potenziale beneficio della riabilitazione uditiva in pazienti con ipoacusia da lieve a grave.

La prima revisione sistematica

Lo studio ha reclutato 200 pazienti provenienti da 8 studi differenti, età media 67,5 ± 10,6 anni. Sono stati presi in esame quattro studi trasversali, 3 trasversali controllati e 1 prospettico non randomizzato. I dati sulla soglia dell’udito sono stati documentati in 6 studi su 8 (173 soggetti su 200) con 9 pazienti affetti da ipoacusia lieve, 104 pazienti da ipoacusia media, 40 pazienti con ipoacusia grave e 20 pazienti con ipoacusia profonda. Nel complesso, 138 pazienti coinvolti erano portatori di apparecchi acustici.

Complessivamente, sono stati testati l’equilibrio statico e dinamico con apparecchi acustici indossati, utilizzando indagini cliniche e test oggettivi. Successivamente sono stati analizzati altri parametri, tra cui la qualità della vita e della fiducia in sé stessi.

I risultati, in base ai test eseguiti, sono stati divisi rispettivamente in risultati primari e secondari. Ecco cosa è emerso.

I risultati primari

Indagini cliniche

1) Equilibrio statico determinato attraverso misure come la prova di Romberg. Non è stata rilevata una correlazione diretta tra guadagno uditivo e miglioramento delle prestazioni vestibolari.

2) Equilibrio dinamico determinato attraverso misure quali Functional Ambulation Performance (FAP), Timed Up and Go (TUG) e Mini-BESTest. Secondo uno studio preso in esame, i tre test hanno mostrato un miglioramento dell’equilibrio dinamico quando i pazienti indossavano gli apparecchi acustici. A causa del campione esiguo, non sono però state eseguite analisi statistiche.

Misurazioni oggettive

1) Equilibrio statico determinato attraverso misure come la posturografia computerizzata. Uno studio ha osservato un miglioramento significativo dell’equilibrio statico durante la condizione con apparecchi acustici indossati e in presenza di suono, rispetto alla prova senza esposizione al suono. Altri tre studi presi in esame, hanno riportato un miglioramento dell’equilibrio statico durante la prova con apparecchi acustici indossati rispetto a quando non lo erano.

2) Equilibrio dinamico determinato attraverso misure quali posturografia computerizzata e sensori inerziali (es. Mobility Lab). Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative nelle performances vestibolari dei soggetti portatori di apparecchi acustici.

I risultati secondari

1) Qualità della vita (QoL) misurata utilizzando strumenti convalidati come SF-36 (Short-Form Health Survey Questionnaire) e SADL (Satisfaction with Amplification in Daily Life). Solo uno studio ha valutato questo parametro e ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo nella percezione della QoL media (stato di salute generale, capacità funzionale) e fiducia in sé stessi dopo l’uso di apparecchi acustici per 4 mesi (p < 0,05).

2) Bilancio soggettivo misurato utilizzando strumenti validati come FES-I (Falls Efficacy Scale-International), BBS (Berg Balance Scale) e ABC (Activities-specific Balance Confidence). Uno studio ha segnalato una significativa riduzione media della paura di cadere dopo l’utilizzo di dispositivi acustici per 4 mesi da parte di 28 pazienti con ipoacusia, utilizzando il questionario FES-I (p <0,05). Il BBS invece non ha riportato alcun miglioramento significativo dell’equilibrio (p > 0.05); esattamente come l’utilizzo della scala ABC su una diversa coorte di 14 pazienti.

3. Esiti avversi legati all’uso di apparecchi acustici. Nessuno studio ha riportato un aumento del tasso di eventi avversi associati all’utilizzo di apparecchi acustici.

Apparecchi acustici: benefici uditivi ma non solo 

L’analisi effettuata dal presente gruppo di studio ha mostrato come i pazienti affetti da ipoacusia possono ottenere qualche beneficio nel controllo dell’equilibrio quando utilizzano gli apparecchi acustici, soprattutto in presenza di input uditivi o di una perdita vestibolare oggettiva, dove i segnali uditivi aiutano a compensare nel mantenimento dell’equilibrio. Secondo il presente studio, è possibile che migliori input uditivi contribuiscano al controllo dell’equilibrio dal momento che gli apparecchi forniscono un rinnovato accesso ai segnali spaziali, migliorando così il controllo dell’equilibrio nei soggetti affetti da ipoacusia.

Reference

Borsetto, D., Corazzi, V., Franchella, S., Bianchini, C., Pelucchi, S., Obholzer, R., Soulby, A. J., Amin, N., & Ciorba, A. (2021). The Influence of Hearing Aids on Balance Control: A Systematic Review. Audiology & neuro-otology26(4), 209–217. https://doi.org/10.1159/000511135.

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Alessia Sanavio
Dottoressa in Tecniche Audiometriche e Tecniche Audioprotesiche, Università degli Studi di Torino.