Qualità di vita negli adulti con impianto cocleare

Tecniche di miglioramento della rete di ascolto e una terapia motivazionale in pazienti con impianto cocleare potrebbero contribuire a migliorare la qualità della vita.

Nuovo studio sugli impianti cocleari mette in luce la necessità di concentrarsi sul miglioramento dell’intera rete di ascolto, includendo una terapia motivazionale.

La funzione principale dell’impianto cocleare negli adulti è ripristinare il riconoscimento vocale. Quando le regioni corticali responsabili dell’interpretazione delle informazioni uditive ricevono segnali scarsi o limitati, il cervello recluta altre regioni associate per aiutare nella comprensione e gestire un’attività percepita come impegnativa. 

Ciò può avere diverse ripercussioni come il sovraccarico corticale, la riorganizzazione funzionale, l’aumento dello sforzo di ascolto e il declino cognitivo. 

Un recente studio ha analizzato l’udito e la qualità della vita correlata alla salute nei pazienti con impianto cocleare (IC), in relazione ad età differenti. I dati sono stati raccolti da 12 centri di impianti, analizzando il medesimo campione sottoposto a riabilitazione uditiva per tre anni. 

Lo studio ha esaminato la relazione tra lato impiantato, età, prestazioni uditive auto-riferite e stato di salute in 543 adulti con problemi di udito impiantati monolateralmente, divisi per età in cinque gruppi.

Sono stati esplorati l’effetto del lato impiantato e dell’età sulle prestazioni uditive auto-riportate coni questionari Speech, Spatial Qualities of Hearing Scale (SSQ) e l’Health Utilities Index Mark III (HUI). Il primo valuta la disabilità percepita in diverse circostanze di comunicazione mentre il secondo descrive la qualità di vita considerando alcuni parametri correlati alla salute.

I benefici post-intervento per gruppi di età

I risultati dello studio indicano una netta differenza tra i soggetti più giovani e quelli più anziani. Prima e dopo l’intervento, i punteggi SSQ erano significativamente più alti per le persone di età <45 anni rispetto a quelle di età superiore ai 55 anni

Tuttavia, tutti i gruppi hanno dimostrato guadagni SSQ simili prima e dopo l’intervento e nel tempo tra i gruppi di età, sebbene i punteggi SSQ postoperatori fossero più alti nei soggetti con impianto all’orecchio destro. Tali punteggi sono aumentati significativamente tra la condizione iniziale e dopo 1 anno, aumentando ulteriormente tra 1 anno e 3 anni

Tutti i gruppi di età hanno beneficiato allo stesso modo in termini di guadagno HUI, senza diminuzione dei punteggi con l’età.

Una scarsa comprensione del linguaggio per gli adulti ipoacusici è sperimentata a tutte le età, ma è più pronunciata nei soggetti anziani

Non vi era alcuna differenza nei punteggi SSQ tra i gruppi di età 55-64 e 65-93, il che suggerisce ulteriormente che è appropriata una maggiore attenzione su un’età più giovane. Si ipotizza che la fascia di età 55-65 anni, sia un periodo di transizione con graduali riduzioni dei processi neurali a monte, forse a causa dell’insorgenza dei sintomi di presbiacusia, sinaptopatia o declino cognitivo. 

Ciò influirebbe in modo significativo sulla loro capacità di affrontare la ridotta sensibilità uditiva, anche utilizzando apparecchi acustici, e quindi, in accordo allo studio, trarrebbero vantaggio dal passaggio anticipato agli IC che fornirebbero segnali uditivi più efficaci e trasmessi elettricamente.

Osservazioni conclusive

Il presente studio, concentrandosi sui dati delle prestazioni uditive auto-riferite (SSQ) e dalla qualità della vita correlata alla salute (HUI), ha evidenziato che gli utenti con IC più giovani ottengono punteggi SSQ più alti rispetto alle coorti più anziane.

Inoltre, la qualità di vita correlata alla salute varia in modo simile a seconda delle età. I giovani gestiscono la perdita uditiva meglio dei più anziani, nello specifico la differenza di età si verifica tra i 45 e i 55 anni. Tenendo presente che esiste una chiara evidenza che la maggior parte dei portatori di IC adulti mostra un certo grado di miglioramento nei punteggi dei test post-impianto, il miglioramento della qualità della vita dovrebbe essere il nuovo obiettivo della riabilitazione, non necessariamente correlato con i risultati sul riconoscimento vocale o sul ripristino di un livello uditivo normale.

Lo studio mette in luce la necessità di concentrarsi su mezzi e metodi che possano mediare gli effetti della disabilità impattanti sulla qualità di vita e sull’invecchiamento in buona salute. Le tecniche di riabilitazione post-impianto dovrebbero concentrarsi sul miglioramento dell’intera rete di ascolto, includendo una terapia motivazionale con il fine di incrementare la qualità di vita. 

Reference

James CJ, Graham PL, Betances Reinoso FA, Breuning SN, Durko M, Huarte Irujo A, Royo López J, Müller L, Perenyi A, Jaramillo Saffon R, Salinas Garcia S, Schüssler M, Schwarz Langer MJ, Skarzynski PH and Mecklenburg DJ. The Listening Network and Cochlear Implant Benefits in Hearing-Impaired Adults. Front. Aging Neurosci. (2021).

FONTEAuris Nasus Larynx
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Alessia Sanavio
Dottoressa in Tecniche Audiometriche e Tecniche Audioprotesiche, Università degli Studi di Torino.