Oggi, 8 Settembre 2022, parliamo di

Disostruzione pediatrica

Le manovre di disostruzione pediatrica sono in grado di salvare la vita di un bambino in caso di ostruzione completa delle vie aeree, causata dalla presenza di un corpo estraneo, come per esempio un alimento o un gioco.

Con l’espressione “manovre di disostruzione pediatrica” ci si riferisce a una serie di azioni ben definite da attuare per salvare la vita a un bambino che sta soffocando a seguito di un’ostruzione delle vie aeree da parte di un corpo estraneo introdotto accidentalmente.

Si tratta di procedure importanti da conoscere, in quanto, secondo le stime, il soffocamento rappresenta una delle principali cause di morte nei primi anni di vita, con circa 500 decessi in Europa e circa 1.000 ricoveri in ospedale in Italia ogni anno per questa ragione. Il rischio è particolarmente elevato nei lattanti, nei neonati e nei bambini fino a 4 anni di età, ma, secondo i dati epidemiologici, resta comunque significativo fino ai 14 anni.

Che cosa provoca il soffocamento

L’ostruzione delle vie aeree può essere causata da alcuni alimenti o da piccoli oggetti che il bambino ingerisce o inala inavvertitamente, e che possono bloccare il passaggio dell’aria nelle vie respiratorie in pochi secondi, in alcuni casi con gravi conseguenze.

Il cibo è il principale responsabile: si stima che una percentuale variabile tra il 60 e l’80% degli episodi di soffocamento in età pediatrica sia dovuta all’ingestione di grossi pezzi di cibo.

Nei bambini fino a 4 anni il rischio di soffocamento è maggiore in quanto le vie respiratorie hanno un diametro piccolo e una forma a cono che può favorire l’ostruzione, mentre il meccanismo che coordina la masticazione e la deglutizione dei cibi solidi non è ancora perfettamente regolato; inoltre, la dentizione è ancora incompleta, e soprattutto nei primi mesi mancano i molari, fondamentali per trasformare il cibo ingerito in un bolo facile da deglutire. Infine, i bambini hanno la tendenza a svolgere altre attività mentre mangiano, come correre, giocare, parlare, ridere, guardare la televisione o i dispositivi elettronici, riducendo così l’attenzione nei confronti del processo di masticazione e deglutizione, e favorendo l’ingestione di parti troppo grandi di alimenti.

La gravità dell’episodio e delle sue conseguenze dipende dalle dimensioni del corpo estraneo, ma anche dalla sua forma e dalla sua consistenza. Oggetti o alimenti troppo piccoli o troppo grandi possono rappresentare un pericolo per svariate ragioni: i primi, infatti, possono finire direttamente nelle vie respiratorie dei bambini, mentre i secondi possono risultare difficili da sminuzzare a sufficienza.

Allo stesso modo, gli oggetti o alimenti di forma cilindrica o arrotondata (o tagliati a rondelle), se introdotti accidentalmente nelle vie aeree, possono bloccare il passaggio dell’aria nella faringe; infine, se il corpo estraneo ha una consistenza dura, fibrosa o appiccicosa, o se è particolarmente comprimibile, può creare problemi al momento della masticazione o se inalato.

Tra gli alimenti che possono più facilmente provocare soffocamento e che più spesso rendono necessario un intervento di disostruzione pediatrica ci sono:

  • semi, cereali in chicchi, muesli, noccioline e frutta secca a guscio, per via delle dimensioni ridotte;
  • frutta e verdura cruda di consistenza dura (per esempio mela, sedano, finocchio);
  • uva, ciliegie, olive, mozzarelline, pomodorini, polpettine, wurstel, salsicce, carote, che hanno forma tondeggiante o cilindrica;
  • salumi dalla consistenza fibrosa (in particolare il prosciutto crudo);
  • carne e pesce, che possono contenere ossicini e lische;
  • caramelle dure e gommose, gomme da masticare, gelatine e marshmallow.

Anche alcuni oggetti che il bambino può portare alla bocca nei primi anni di vita comportano il rischio di soffocamento; esempi, in questo senso, sono i giocattoli, che possono essere smontati in piccole parti, i ciondoli, i bottoni, i tappi delle penne, le monete, le palline di piccole dimensioni, ecc.

Quando e come effettuare la disostruzione pediatrica

L’intervento da effettuare in caso di ostruzione delle vie aeree a causa di un corpo estraneo dipende prima di tutto dal grado dell’ostruzione.

Se l’ostruzione è parziale, il passaggio dell’aria nelle vie respiratorie, per quanto ridotto, è comunque garantito: il bambino, quindi, è in grado di piangere, di parlare o comunque di emettere suoni e di tossire. Proprio il riflesso della tosse indica la presenza di passaggio di aria: in questo caso, quindi, occorre tranquillizzare il bambino e incoraggiarlo a tossire fino a liberare le vie aeree. Se l’ostruzione persiste occorre chiamare il numero unico per le emergenze (112) o portare il bambino al Pronto soccorso.

In questi casi, eseguire manovre di disostruzione, anche dei semplici colpi sulla schiena con la mano, è pericoloso, in quanto il corpo estraneo potrebbe spostarsi e provocare il blocco completo delle vie aeree.

In caso di ostruzione completa, il bambino non è invece in grado di emettere suoni, parlare, piangere o tossire; la respirazione diventa sempre più difficoltosa e, per la mancanza di ossigeno, il viso assume un colorito bluastro (cianosi) e il bambino si porta le mani al collo per un riflesso di difesa.

In questo caso, la prima cosa da fare è chiamare il 112 segnalando l’emergenza. In attesa di soccorso, la famiglia deve intervenire eseguendo le manovre di disostruzione corrette. L’ostruzione completa delle vie aeree, infatti, rappresenta una situazione critica, che richiede un intervento d’urgenza per evitare gravi conseguenze, come l’insufficienza respiratoria, e permettere al bambino di essere salvato in tempo.

Le manovre di disostruzione sono diverse in base all’età del bambino.

Nei lattanti e nei neonati di età inferiore ai 12 mesi, la procedura di disostruzione pediatrica prevede di alternare alcune pacche interscapolari e poche compressioni toraciche, secondo la seguente sequenza:

  • afferrare la mandibola del bambino, facendo attenzione a non comprimere il collo, e posizionarlo a pancia in giù sul proprio avambraccio;
  • da seduti o inginocchiati, appoggiare l’avambraccio che regge il bambino sulla coscia, mantenendo la sua testa leggermente inclinata verso il basso rispetto al tronco;
  • dare 5 colpi sulla schiena con la mano aperta, nello spazio tra le scapole, facendo attenzione a non colpire la testa; le pacche devono essere decise, per cercare di spostare il corpo estraneo;
  • se l’ostruzione non si risolve in questo modo, girare il neonato con la pancia verso l’alto e spingere con le dita per 5 volte nel punto intermedio tra i capezzoli; le compressioni devono essere lente e profonde;
  • alternare le due manovre fino a eliminare l’ostruzione.

Nei bambini di età superiore a un anno, invece, le manovre anti-soffocamento da effettuare comprendono:

  • le pacche interscapolari, che si eseguono come nel caso dei neonati, ma con il bambino leggermente piegato in avanti;
  • le compressioni addominali, conosciute come manovra di Heimlich. Questa si esegue posizionandosi alle spalle del bambino, cingendogli la vita con entrambe le braccia e mettendo una mano chiusa a pugno tra l’estremità inferiore dello sterno e l’ombelico. Con l’altra mano si afferra il pugno e si effettuano compressioni decise dal basso verso l’alto e verso il proprio corpo, con l’obiettivo di indurre il riflesso della tosse, grazie all’aria presente nei polmoni, per espellere il corpo estraneo.

Le manovre di disostruzione devono essere ripetute fino alla risoluzione dell’ostruzione o all’arrivo dei soccorsi.

È importante ricordare anche alcune azioni da evitare in caso di soffocamento:

  • farsi prendere dal panico in presenza del neonato o del bambino, che potrebbe agitarsi peggiorando la situazione;
  • effettuare le manovre anti-soffocamento se l’ostruzione è parziale e il bambino riesce a tossire;
  • aprire la bocca o mettere le dita in gola al bambino per cercare di rimuovere il corpo estraneo o farlo vomitare; il rischio è di spingere l’oggetto ancora più in profondità nelle vie aeree;
  • far bere il bambino, perché questo potrebbe peggiorare il soffocamento;
  • scuotere o mettere a testa in giù il neonato, in quanto questo potrebbe causare lo spostamento del corpo estraneo in una posizione più pericolosa.

Come prevenire il soffocamento

È possibile adottare alcune misure di prevenzione per ridurre il rischio di soffocamento nei neonati e nei bambini ed evitare di ricorrere alla disostruzione pediatrica.

Le precauzioni da prendere riguardano sia la preparazione del cibo sia i corretti comportamenti da tenere a tavola.

Per quanto riguarda l’alimentazione e la preparazione degli alimenti, è importante fare attenzione a:

  • tagliare gli alimenti di forma tondeggiante e cilindrica in pezzi piccoli;
  • rimuovere i semi, i noccioli, le bucce, le nervature e i filamenti, gli ossicini dalla carne e le lische dal pesce;
  • evitare arachidi, semi e frutta secca a guscio sotto i 4 anni o, nel caso, tritarli finemente;
  • sbriciolare crackers e biscotti con consistenza dura;
  • spalmare gli alimenti con la consistenza delle creme (per esempio il burro di arachidi);
  • grattugiare, sminuzzare o cuocere la frutta, le verdure dure e fibrose e quelle a foglia;
  • cuocere sempre la carne e il pesce fino a che diventano morbidi, e tagliarli in pezzi piccoli;
  • tagliare in pezzi piccoli i formaggi a pasta filata e i salumi, in particolare il prosciutto crudo;
  • cuocere accuratamente i legumi e schiacciarli con la forchetta;
  • evitare il più possibile le caramelle dure e gommose, le gelatine, i marshmallow, le gomme da masticare, i popcorn e gli snack croccanti come le patatine prima dei 4 anni di età del bambino.

Oltre alla corretta preparazione del cibo, alcune semplici regole di comportamento da adottare durante i pasti sono utili per la prevenzione del soffocamento:

  • far mangiare sempre il bambino a tavola, seduto con la schiena diritta; evitare di farlo mangiare in automobile, mentre gioca, corre o è distratto dalla televisione o dai dispositivi elettronici;
  • creare un ambiente tranquillo durante il pasto;
  • non dare cibo al bambino mentre sta piangendo o ridendo, è agitato o distratto;
  • dare al bambino alimenti facili da masticare e appropriati al suo livello di sviluppo;
  • non forzarlo a mangiare, ma incoraggiarlo a mangiare lentamente, a fare bocconi piccoli e a masticare bene prima di deglutire;
  • non lasciare mai il bambino da solo mentre sta mangiando, soprattutto durante e subito dopo la fine dello svezzamento; oltre a consentire di agire tempestivamente in caso di soffocamento, questo permette anche al piccolo di osservare e imparare dagli adulti il modo corretto di mangiare.

Inoltre, è importante far giocare il proprio figlio con giocattoli adatti alla sua età e conformi alle normative di sicurezza e fare attenzione a non lasciare a portata di mano piccoli oggetti che possono essere facilmente inalati o ingeriti, soprattutto nei primi mesi di vita, quando il neonato utilizza prevalentemente la bocca per conoscere l’ambiente che lo circonda.

Infine, è auspicabile che i genitori e in generale gli adulti responsabili della supervisione dei bambini, come per esempio nonni, educatori, insegnanti e baby-sitter, conoscano queste misure di prevenzione del soffocamento e, possibilmente, acquisiscano conoscenze e competenze sulle tecniche di primo soccorso, per essere in grado di eseguire manovre anti-soffocamento e di rianimazione cardiopolmonare in caso di emergenza per ostruzione delle vie aeree.

A questo scopo sono disponibili numerosi corsi, anche gratuiti, per informare gli adulti sulle misure di prevenzione del soffocamento e insegnare ai genitori le manovre salvavita da attuare.

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