Effetti del rumore nelle dinamiche conversazionali

Secondo uno studio danese, di fronte a comunicazioni più impegnative, gli interlocutori tendendo a modificare altri aspetti della loro produzione e interazione del discorso che possono aiutarli a mantenere i tempi naturali delle dinamiche conversazionali.

dinamiche conversazionali

Recente studio indaga i cambiamenti nelle dinamiche conversazionali quando la comunicazione diventa più impegnativa.

La conversazione è uno sforzo collaborativo complesso che coinvolge una sovrapposizione tra comprensione e produzione, insieme a processi di feedback e adattamento che si verificano tra gli interlocutori.

Il tempo dei turni di parola può essere quantificato dal FTO (floor-transfer offset), definito come l’intervallo da quando una persona smette di parlare a quando la persona successiva comincia a farlo.

Lo studio danese

Un recente studio svolto in Danimarca ha testato il valore FTO manipolando il grado di difficoltà di comunicazione previsto. Le conversazioni sono state registrate sia in assenza che in presenza di rumore di fondo, con gli interlocutori che parlavano nella loro lingua madre (L1; danese) e in una seconda lingua (L2; inglese).

È stato ipotizzato che rendere la conversazione più impegnativa avrebbe alterato la distribuzione FTO. Difatti, ascoltare il parlato in presenza di rumore o in una seconda lingua può richiedere un maggiore sforzo di ascolto, riducendo le risorse disponibili per pianificare il discorso e prevedere la fine del turno. Ciò potrebbe sia ritardare l’articolazione delle risposte sia aumentare i tempi della distribuzione FTO.

In questo studio, sono stati coinvolti 40 oratori nativi danesi normoacusici, valutati preliminarmente mediante esame audiometrico. Complessivamente, i partecipanti hanno eseguito il compito DiapixUK, il quale richiedeva di trovare 10 differenze tra coppie di immagini quasi identiche, in quattro diverse condizioni: in L1 e L2, in silenzio e in presenza di rumore di fondo (ICRA).

I partecipanti sedevano in due cabine silenti separate e comunicavano tramite cuffie e microfoni. L’obiettivo di questo studio era quello di indagare su come cambia la dinamica conversazionale quando la comunicazione diventa più impegnativa; nello specifico in presenza di un rumore di fondo e sostenendo la conversazione in L2.

I risultati

Il rumore e L2 hanno influenzato diversi aspetti del comportamento comunicativo. In media, i partecipanti hanno impiegato più tempo per completare il compito DiapixUK (circa il 10% in più nel rumore, il 15% in più in L2 e il 25% in più in entrambe), suggerendo che queste manipolazioni hanno un effetto sulla comunicazione. Nel rumore i partecipanti hanno alzato il volume della voce e in L2 hanno parlato molto più lentamente.

Sebbene le manipolazioni abbiano aumentato il tempo di completamento e cambiato aspetti della loro produzione vocale, potrebbero non essere state abbastanza impegnative da registrare grandi ritardi o aumenti dello spread nel turno di parola. Rispetto a quando parlavano nella loro lingua madre, gli oratori in L2 parlavano più lentamente, le distribuzioni FTO in L2 erano leggermente più ampie e le IPU prodotte erano più lunghe rispetto a L1. Con IPU si intendono le porzioni di discorso connesse che sono separate da silenzi acustici con durate di almeno 180 ms.

Oltre ai parametri già analizzati, sono emersi alcuni altri importanti fattori da tenere in considerazione.

Turno di parola e IPU

Gli oratori di L2, quando risolvevano il compito Diapix, adottavano un discorso più esitante con una velocità del parlato più lenta, più allungamenti (ehm, um) e più pause. Nel parlato nel rumore, gli oratori hanno aumentato la lunghezza delle loro IPU. Un IPU più lungo del proprio interlocutore può fornire più tempo per completare la comprensione del parlato e la pianificazione della risposta, riducendo il carico di elaborazione. Tali processi sono più veloci della velocità di articolazione prodotta dall’interlocutore e consentono agli oratori di ottenere un tempismo di turno più simile a quello ottenuto in silenzio nella loro prima lingua.

Sovrapposizioni

Nel dialogo naturale, le espressioni non sempre si alternano tra gli interlocutori. A volte un’espressione di un oratore si verifica temporalmente all’interno di un’espressione dell’altro oratore, che continua a mantenere la parola. Tale sovrapposizione prende il nome di “overlaps-within“. In L2, il tasso e la durata delle sovrapposizioni sono aumentati, in maniera simile all’aumento della lunghezza media delle sillabe tra L1 e L2. Inoltre, in L2 gli oratori parlavano più lentamente.

In L2 così come nel rumore, la proporzione di sovrapposizioni che includevano parole o sillabe ripetute aumentava, riflettendo una maggiore difficoltà nella pianificazione del discorso. Inoltre, nel rumore, c’erano significativamente più tentativi di prender parola, il che suggerisce che gli interlocutori avevano più difficoltà a mantenere fluidità nel discorso.

Livelli vocali e SNR

Il livello di rumore è stato fissato nel presente studio a 70 dBA, le conversazioni nel rumore si sono svolte con un SNR medio di –2,5 dB. Esiste una relazione tra competenza linguistica e SRT, in studi precedenti infatti i valori SRT erano da 1 a 7 dB più alti nella loro seconda lingua rispetto alla loro lingua madre. Nel presente studio però non è stato registrato alcun aumento, probabilmente dovuto al fatto che tutti i partecipanti hanno riferito di sentirsi a proprio agio nel sostenere una conversazione in inglese e di aver partecipato ad almeno un corso a livello universitario in inglese.

Tuttavia, è stata osservata una diminuzione del tasso di articolazione di circa l’11% in L2, il che suggerisce che erano meno fluenti in L2 rispetto a L1, nonostante la competenza in L1. Rispetto a quando parlavano in silenzio, gli oratori nel rumore aumentavano il volume del parlato, le distribuzioni FTO erano leggermente più ampie e il tempo per risolvere il compito DiapixUK aumentava.

Conclusioni

Lo scopo del presente studio è stato quello di indagare se il comportamento del turno di parola sia influenzabile da manipolazioni sulla difficoltà di comunicazione prevista nel dialogo.

Di fronte a condizioni di comunicazione più difficili, gli interlocutori modificano altri aspetti della loro produzione e interazione del discorso che possono aiutarli a mantenere i tempi naturali delle dinamiche conversazionali. Nel complesso, sia in rumore che in L2, gli oratori hanno aumentato la durata delle loro IPU e hanno fatto meno turni di parola. Inoltre, gli oratori parlavano più lentamente in L2. Tutti questi cambiamenti potrebbero ridurre la difficoltà sia per l’ascoltatore che per l’oratore, portando gli interlocutori a adattarsi alla situazione modificando altri aspetti del loro comportamento comunicativo.

Reference

Sørensen AJM, Fereczkowski M, MacDonald EN. Effects of Noise and Second Language on Conversational Dynamics in Task Dialogue. Trends in Hearing. January 2021.

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Alessia Sanavio
Dottoressa in Tecniche Audiometriche e Tecniche Audioprotesiche, Università degli Studi di Torino.