Il management del neurinoma dell’VIII nervo cranico in Italia

Il neurinoma dell’acustico, o schwannoma vestibolare, è un tumore benigno dell’VIII nervo cranico. Ecco quanto è emerso sull'argomento durante la tavola rotonda che si è tenuta durante il Congresso SIO 2021.

neurinoma

Il neurinoma dell’acustico, noto anche come schwannoma vestibolare, è un tumore benigno dell’VIII nervo cranico e rappresenta l’8-9% di tutti i tumori intracranici e il 90% dei tumori dell’angolo cerebellare-pontino (CPA).

L’incidenza, variabile intorno ai 15 casi/milione/anno, negli ultimi anni risulta in aumento verosimilmente a causa del maggior numero di casi diagnosticati in fase molto precoce: a supporto di tale ipotesi, una recente revisione sistematica della letteratura conferma la progressiva riduzione delle dimensioni dei neurinomi alla diagnosi 1.

Trattandosi di una patologia “borderline” tra l’Otorinolaringoiatria e la Neurochirurgia, che richiede un’elevata specializzazione dell’equipe medica, sarebbe sempre auspicabile una gestione multidisciplinare del paziente presso qualsiasi centro di riferimento dove venga praticata la chirurgia della base cranica laterale.

Questo aspetto è stato argomento di discussione all’interno di una tavola rotonda al recente SIO 2020, coordinata dal Prof. N. Quaranta, professore associato di Otorinolaringoiatria presso l’Università Aldo Moro di Bari, nella quale sono stati illustrati i principali risultati di una survey nazionale sottoposta a specialisti ORL e neurochirurghi riguardo la gestione della chirurgia del basicranio laterale in Italia.

Sulla base di tale questionario è emerso, quale punto saliente, che attualmente nel nostro paese vi è una presa in carico multidisciplinare del paziente con neurinoma (valutazione collegiale tra ORL, neurochirurgo, neuroradiologo, radioterapista) solo nel 50% dei casi per quanto riguarda la diagnosi e nel 62% dei casi per quanto riguarda l’indicazione terapeutica.

La Dott.ssa E. Zanoletti, referente per l’otoneurochirurgia presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, ha sottolineato che il neurinoma dell’acustico, per la complessità della tecnica chirurgica e soprattutto delle possibili complicanze, non andrebbe mai gestita in mono-disciplinarità e che, al contrario, almeno l’eventuale indicazione chirurgica dovrebbe essere sempre condivisa con i colleghi delle altre specialità.

Nel corso della tavola rotonda è intervenuto anche il Dott. E. Motti, neurochirurgo e coordinatore nell’Unità Operativa di Gamma-Knife del gruppo GVM, il quale ha evidenziato che tale riferita percentuale del 50% relativa all’approccio multidisciplinare è, a suo avviso, addirittura eccessiva rispetto alla realtà con cui si confronta quotidianamente, dove vede sempre mancare collaborazione inter-specialistica e condivisione delle scelte.

Un altro importante aspetto emerso dalla survey e sottolineato dal Dott. Motti è il ridotto numero di pazienti con neurinoma dell’acustico che, a livello nazionale, vengono inviati al radioterapista. A tal riguardo, nel corso della tavola rotonda, è stata suggerita la non omogenea distribuzione dei centri di radioterapia stereotassica tra le regioni italiane quale possibile causa di tale scarsa indicazione clinica (basti pensare che vi sono una decina di centri sparsi tra la Lombardia e l’Emilia-Romagna, mentre non vi è alcun centro di riferimento in Piemonte e Valle d’Aosta).

Ha infine partecipato alla discussione il Prof. G. Danesi, direttore dell’U.O. di Otorinolaringoiatria dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che ha segnalato come in Italia vi siano troppo pochi otoneurochirurghi che si occupano anche di base cranica laterale; pertanto, è inevitabile che lo schwannoma rischi, negli anni avvenire, di diventare sempre più appannaggio esclusivo dei centri di neurochirurgia. Tale aspetto risulta ancor più evidente se si analizza il dato emerso dal questionario nazionale riguardo l’approccio chirurgico normalmente attuato: per l’accesso all’angolo ponto-cerebellare, in più del 55% dei casi, viene praticato a prescindere un approccio retrosigmoideo (regolarmente più utilizzato dai neurochirurghi in quanto prevede una craniotomia) e solo nel 20% dei casi l’approccio viene scelto sulla base del singolo caso clinico.

Per concludere, come indicato chiaramente dal consensus ottenuto alla tavola rotonda SIO 2020, appare evidente la necessità di creare un adeguato team multidisciplinare per la gestione di una patologia complessa quale il neurinoma dell’VIII nervo cranico; inoltre, sarebbe auspicabile la crescita formativa di giovani specialisti e specializzandi appassionati all’otochirurgia, al fine di salvaguardare le competenze tecniche e, soprattutto, un servizio al cittadino da parte dei reparti ORL che andrebbe altrimenti perso.

Reference

  1. Zanoletti E, Mazzoni A, Martini A, et al. Surgery of the lateral skull base: a 50-year endeavour. Acta Otorhinolaryngol Ital. 2019 Jun;39(SUPPL. 1):S1-S146.
  2. Raso F et al. Il neurinoma dell’acustico. Relazione ufficiale XXXIX Convegno Nazionale di Aggiornamento AAOI (2015). Genova.
Andrea Albera
Andrea Albera