Il mondo silenzioso di Colin Dexter

Colin Dexter (1930-2017) è una delle figure di spicco del giallo europeo contemporaneo. La Prof.ssa Lucia Pasetti ne racconta le principali tappe della sua vita e del suo successo come giallista.

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Colin Dexter (1930-2017) è una delle figure di spicco del giallo europeo contemporaneo. La sua fama è legata alla figura dell’ispettore Morse, protagonista di una fortunatissima serie di romanzi ambientati a Oxford. Al successo editoriale hanno fatto seguito ben due serie televisive: la prima (Chief Inspector Morse) tra il 1987 e il 2001, interpretata da John Thaw, la seconda (Endeavour: The Origins of Inspector Morse, trasmesso in Italia con il titolo «Il giovane ispettore Morse»), un prequel iniziato nel 2012 e non ancora concluso.

Biografia

Colin Dexter nacque nel 1930 a Stamford, nel Lincolnshire, da genitori di condizione modesta (il padre aveva una piccola compagnia di taxi e aveva lasciato la scuola a 12 anni), ma decisi a garantire a lui e ai suoi due fratelli un’istruzione di buon livello. Così dopo aver frequentato una buona scuola superiore a Stamford, Colin riuscì entrare al Christ’s College di Cambridge, dove frequentò il corso di lettere classiche. Terminata l’università iniziò a insegnare lingue antiche alla scuola superiore. Nel 1966, quando aveva una trentina d’anni, la sua carriera di docente subì una brusca interruzione: stava leggendo in classe il secondo libro dell’Eneide, quando si rese conto che alcuni dei suoi studenti, durante la lezione, ascoltavano musica pop alzando sempre di più il volume; lui riusciva a vederli, ma non a sentirli. La sordità irreversibile era il punto d’arrivo di problemi d’udito che si erano manifestati già in età giovanile e che erano diffusi nella sua famiglia: prima di lui, i nonni, il padre e uno zio erano diventati sordi. Da quel momento la sua vita cambiò: smise di insegnare e assunse l’incarico di esaminatore per l’accesso all’Università di Oxford; per il suo compito – preparare e valutare i test di ammissione – i problemi di udito non erano rilevanti. 

Ma la vita aveva in serbo per lui nuovi cambiamenti: nell’agosto del 1972 Colin Dexter si trovava in vacanza con la famiglia in Galles, ma il maltempo rendeva il soggiorno poco gradevole. In un pomeriggio piovoso, profondamente annoiato da un romanzo giallo che aveva trovato in albergo, si mise a riscriverlo senza un obiettivo preciso: del resto, come lui stesso dichiarò in un’intervista, il suo punto di riferimento nella scrittura era sempre stato (e sarebbe rimasto in seguito) il motto latino initium est dimidium facti, «l’inizio è metà dell’opera», ovvero, l’importante è cominciare, senza presumere di produrre chissà che, poi i problemi verranno risolti via via. Nacque così il suo primo romanzo, Last Bus to Woodstock «L’ultima corsa per Woodstock», il primo dei tredici gialli incentrati sulla figura dell’Ispettore Morse

Il protagonista, come è stato notato, presenta alcuni punti di contatto con la personalità dello scrittore: non solo la passione per i classici, per l’enigmistica (Dexter era un grande esperto di cruciverba) e per Wagner, ma anche la visione del mondo (pessimismo, ateismo) coincidono con quelle dell’autore, come lui stesso rivelò nel 2000, all’uscita dell’ultimo romanzo, The Remorseful DayIl giorno del Rimorso»). Per altri aspetti, tuttavia, la figura dell’ispettore, solitario e tormentato, costantemente affascinato da donne pericolose e dipendente da fumo e alcool, è piuttosto distante da quella di Dexter, che ebbe un buon carattere, un matrimonio felice (durato 50 anni), due figli, e morì serenamente a 86 anni, dopo aver inanellato una lunga serie di successi editoriali. 

I suoi romanzi, oltre ad assicurargli una notevole popolarità, amplificata ulteriormente dalle serie televisive, gli valsero diversi riconoscimenti: per ben tre volte fu premiato dalla Crime Writer’s Association (CWA), e nel 2000 ricevette l’Ordine dell’Impero Britannico.

Tra fiction e proiezione autobiografica

Fig. 1

Il perno dei romanzi di Dexter è senz’altro l’ispettore Morse, un poliziotto anomalo, brillante, ma dal carattere spinoso, tanto incline alle passioni intellettuali quanto refrattario alle relazioni umane; questo personaggio non banale appare sempre immerso in indagini tortuose, piene di false partenze e di svolte inattese che riflettono il metodo di lavoro di Dexter, abituato a costruire i suoi romanzi passo dopo passo, senza concepire fin dall’inizio le linee di sviluppo della trama. Un altro elemento di fascino è senz’altro l’ambientazione oxoniense. Dexter è abilissimo nel ricreare, con uno sguardo acuto e ironico, una realtà che conosceva bene, e sa mettere a fuoco in modo efficace la difficile integrazione di Town and Gown, la cittadina e la toga: l’ambiente un po’ asfittico e pettegolo della provincia e il formalismo ipocrita della locale, prestigiosa università. Il delitto appare allora come il prodotto di una situazione apparentemente tranquilla, ma in verità attraversata da contrasti sociali, culturali e anche linguistici (il gergo del proletariato locale e l’inglese pretenzioso degli accademici). 

Fig. 2

Questo piccolo mondo inquieto è l’immagine di una realtà conosciuta profondamente e direttamente, in cui l’autore, a volte, si specchia: il personaggio di Morse non è il solo a essere dotato di tratti autobiografici. L’esperienza della sordità, in particolare, trova spazio in uno dei romanzi più amati dal pubblico, The Silent World of Nicholas Quinn, «Il mondo silenzioso di Nicholas Quinn» (1977): la vicenda ruota attorno al misterioso omicidio di un professore di Oxford, privo dell’udito, proprio come l’autore e, sempre come lui, incaricato di svolgere gli esami di ammissione all’università. Quando Nicholas Quinn viene ritrovato cadavere nel suo alloggio al College, Morse si trova costretto a ricostruire la complessa rete di rapporti con i colleghi (tutti estremamente sospetti) e finisce per scoprire una relazione con l’attività di esaminatore svolta dalla vittima. L’ironia di Dexter non risparmia il suo ‘doppio’ (che come tutti i suoi colleghi viene ritrovato in possesso del biglietto per la visione del film ‘The Nimphomaniac’), ma, tutto sommato, si percepisce che questa figura malinconica, immersa nel silenzio e anche uccisa da un assassino che ha saputo approfittare della sua disabilità, suscita nell’autore un certo affetto.  

Reference

https://en.wikipedia.org/wiki/Colin_Dexter

https://it.wikipedia.org/wiki/Colin_Dexter

https://web.archive.org/web/20150511135856/http://www.strandmag.com/htm/colin_dexter.ht

https://www.theguardian.com/books/2017/mar/21/colin-dexter-obituary


Lucia Pasetti
Professoressa Ordinaria all'Università di Bologna, dove svolge le sue ricerche nell'ambito della latinistica. Si occupa di commedia, romanzo e retorica antica; collabora con diverse riviste e collane editoriali, è coordinatrice di progetti di ricerca e del Centro di Studi Retorici e Grammaticali.