Oggi, 4 Aprile 2022, parliamo di

Ipoacusia: approccio multidisciplinare migliora la qualità di vita del paziente

Presentati nel webinar SIGOT i risultati di una ricerca condotta per esplorare il ruolo dell’ipoacusia nella pratica clinica del geriatra.

Il 22 marzo si è tenuto il webinar organizzato dalla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, SIGOT, dedicato all’incontro della geriatria con l’otorinolaringoiatria. 

Il dibattito dell’evento, moderato da Alberto Pilotto, presidente SIGOT, si è focalizzato sull’effetto che l’ipoacusia può avere sul declino cognitivo nell’anziano. L’argomento è stato affrontato da un punto di vista multidisciplinare da ospiti di eccezione, unendo otorinolaringoiatria, audiologia e geriatria. 

Stato dell’arte della ricerca

Durante il webinar, Andrea Fabbo ed Elisabetta Genovese hanno raccontato lo stato dell’arte della ricerca sul rapporto tra deficit uditivo e declino cognitivo, unendo le prospettive delle due specialità mediche.

Essendo l’età media della popolazione in aumento, è un’esigenza assoluta sensibilizzare la popolazione sul tema ipoacusia e fattori di rischio, i quali possono determinare sia l’isolamento sociale della persona anziana sia l’insorgenza della demenza

La perdita uditiva di entità grave provoca un rischio maggiore di deficit cognitivo potenziale. Il trattamento del calo uditivo può quindi portare anche benefici per autostima, interazione sociale e attività nell’anziano.

Il questionario SIGOT

Proprio nell’ottica di fare la differenza nel percorso di supporto del paziente anziano, il rapporto tra figure diverse può essere determinante. SIGOT, con il supporto del Centro Ricerche e Studi Amplifon (CRS), ha condotto una ricerca rivolta ai geriatri per esplorare il ruolo dell’ipoacusia nella pratica clinica del geriatra e l’opportunità di interazione tra figure con expertise differenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti ipoacusici

Dal questionario, a cui hanno partecipato più di 120 geriatri, è emerso che la maggioranza di questi tiene in considerazione un potenziale deficit uditivo durante la visita al paziente e, nell’incontro con l’anziano, è evidente l’impatto positivo che l’utilizzo degli apparecchi acustici ha sulla qualità di vita del paziente. Dall’altro lato è stata evidenziata però una maggiore necessità di interazione tra specialisti diversi.

I risultati dello studio suggeriscono l’opportunità di potenziare la collaborazione strutturata e la creazione di un protocollo clinico tra geriatria e audiologia. Una visione clinica olistica del paziente anziano, che unisca expertise specifiche, può contribuire a migliorare in modo efficace la qualità di vita dei pazienti. Servirebbe dunque dare spazio a percorsi clinici specifici per il paziente anziano con ipoacusia, promuovendo la collaborazione multidisciplinare tra gli specialisti.

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