Le mascherine provocano danno alla salute?

Riceviamo e pubblichiamo una interessante riflessione del prof. Adolfo Francesco Attili

mascherine coronavirus

Riceviamo e pubblichiamo una interessante riflessione sull’uso delle mascherine del prof. Adolfo Francesco Attili.

Una Research Letter pubblicata online il 30 ottobre sulla prestigiosa rivista americana JAMA (Journal of American Medical Association) sulla sicurezza di indossare una maschera non medica (Peripheral Oxygen Saturation in Older Persons Wearing Nonmedical Face Masks in Community Settings – Noel C. Chan, e colleghi del Dipartimento di Medicina della canadese McMaster University) mi ha molto interessato visto l’argomento di grande attualità

In questo studio, 25 persone reclutate da un condominio per pensionati hanno registrato la propria saturazione di ossigeno prima, durante e dopo aver indossato una maschera usa e getta a tre strati. Il risultato è stato che la saturazione media di ossigeno non era diversa indossando o meno la mascherina. Gli autori hanno concluso che indossare una maschera non era dannoso.

Questo articolo quindi pubblicato su una delle più importanti riviste scientifiche del mondo conferma quello che tutti o quasi tutti già sanno: una maschera è disumanizzante e scomoda, può creare una sensazione di maggiore lavoro quando si respira durante uno sforzo intenso, ma una maschera non è pericolosa.

Il motivo di questo commento è tuttavia un altro: io penso che la pubblicazione di discutibili documenti COVID-19 sia controproducente, non persuade nessuno, sminuisce la missione delle riviste mediche ed è potenzialmente dannoso per il progresso della scienza.

Ecco perché:

1. la mancanza di persuasione

Le persone irrazionali non saranno convinte da una lettera di ricerca – in nessun giornale. Una persona, che detiene una preoccupazione irrazionale per la maschera, a cui viene mostrato questo studio potrebbe dire: “E la CO2?” Quindi dovresti fare un altro studio con i gas nel sangue. Se fosse negativo, una persona irrazionale potrebbe dire che una maschera provoca aritmie. Quindi dovresti fare uno studio con i monitor ECG. Le persone irrazionali possono fare qualsiasi reclamo sulle maschere. La ricerca per confutarli è sciocca ed inutile.

Poiché gli autori dell’articolo e gli editori di JAMA sono medici, sanno bene che le persone che hanno convinzioni irrazionali non sono persuase da uno studio molto debole basato soltanto su 25 partecipanti.

2. perdita di fiducia nella scienza

Chiunque abbia conoscenze mediche o abbia accesso a Internet sa che la saturazione di ossigeno è un pessimo surrogato del benessere polmonare. Ho visto persone quasi morire a causa della ritenzione di CO2, con saturazioni di ossigeno nel range normale. Gli autori sapevano che non ci sarebbe stata alcuna differenza nella saturazione di ossigeno da una singola maschera non medica, ma hanno comunque condotto lo studio. I redattori sapevano che lo studio non dimostrava nulla, ma lo hanno comunque pubblicato. In un giorno, il documento ha avuto più di 13.000 pagine visualizzate. Questo articolo verrà citato spesso.

Il modello di business delle riviste mediche è ormai lo stesso degli influencer: pagine visualizzate, citazioni e copertura mediatica. Il fatto che una rivista medica di alto livello pubblichi l’equivalente di un progetto scientifico di una scuola superiore mi induce a credere che l’attenzione al business prevale sul merito scientifico.

Pensate quando JAMA pubblicherà una scoperta davvero importante, ad esempio uno studio sui vaccini. Le persone diventate ciniche per la pubblicazione di studi imperfetti che attirano l’attenzione potrebbero ragionevolmente pensare che i redattori delle riviste non siano giusti giudici della buona scienza. Io stesso dopo aver letto questa lettera ho perso buona parte della mia fiducia in JAMA.

3. la fede nelle maschere e nella scienza

Per quanto riguarda le maschere, se vogliamo che le persone indossino maschere, la risposta non è promuovere la scienza imperfetta. Bisogna usare gli strumenti di ogni buon dottore, umiltà, empatia e buon senso:

  • l’umiltà di dire a persone che non sappiamo, esattamente, quanto le maschere rallentano la diffusione del virus.
  • l’empatia nel dire che sappiamo che le maschere tolgono molto di ciò che ci rende umani.
  • il buon senso dice che le maschere non sono pericolose e, poiché indossare la maschera probabilmente aiuta a ridurre la diffusione virale, e non è per sempre, per favore, indossa una maschera, specialmente in spazi chiusi ristretti.

 

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Adolfo Attili
Gastroenterologo, epatologo presso Salvator Mundi International Hospital.