ORL e telemedicina: barriere e facilitatori

L'esclusione di tanti anziani con disabilità uditiva dal digital health scoraggia e ostacola l'accesso alle cure. Risulta, quindi, fondamentale adattare le tecnologie ai bisogni sensoriali.

telemedicina

La telemedicina è un modello di assistenza sanitaria in rapida espansione per i pazienti e i loro caregiver, la cui evoluzione si è particolarmente velocizzata in risposta all’interruzione delle cure sanitarie a causa della pandemia di COVID-19.

Il successo di questo modello di assistenza, tuttavia, dipende dall’accesso del paziente alla tecnologia oltre alla capacità di vedere, ascoltare e comprendere il medico.

Le televisite richiedono uno smartphone, un tablet o un computer, una connessione ad Internet stabile e la capacità di risolvere i problemi tecnologici che potrebbero insorgere.

Dal punto di vista dell’utente, la telemedicina richiede di avere udito e vista adeguatamente conservati, insieme alle capacità motorie e cognitive per connettersi con gli specialisti e comprendere il piano di trattamento da seguire.

Questi requisiti rappresentano una sfida per gli anziani con demenza, che possono avere esigenze diverse quando interagiscono con i sistemi di telemedicina a causa dei cambiamenti legati all’età nelle capacità sensoriali e cognitive.

Lo studio su pazienti con declino cognitivo

Un recente studio ha effettuato una revisione sistematica della letteratura sulle televisite per gli anziani con malattia di Alzheimer e demenza correlata (ADRD) o lieve deterioramento cognitivo (MCI).

L’obiettivo era quello di comprendere lo stato attuale della letteratura in merito alle barriere e ai facilitatori della telemedicina utilizzata tra gli anziani con disabilità cognitiva e i loro caregivers, con un’enfasi sui requisiti tecnologici e le soluzioni ai bisogni sensoriali, tra cui il deficit uditivo.

La presbiacusia è altamente diffusa, con una prevalenza fino al 90% nelle persone con demenza. Se non adeguatamente trattata, la perdita uditiva può complicare la valutazione e il decorso degli incontri di telemedicina. I teleconsulti che non tengono adeguatamente conto della perdita di udito possono compromettere la comprensione delle istruzioni e limitare la capacità del paziente di seguire il proprio piano terapeutico.

Anche il deficit visivo è molto diffuso, oltre il 30% delle persone con demenza si stima abbia problemi di vista. Inoltre, l’11,3% degli anziani di età pari o superiore a 80 anni ha una doppia compromissione sensoriale, con un rischio significativamente aumentato di demenza. Pertanto, quando si effettuano le televisite, è necessario tenere conto dei cambiamenti legati all’età nelle capacità sensoriali e cognitive.

Telemedicina: ostacoli e barriere

Dallo studio emerge l’impiego efficace della telemedicina ai fini dell’assistenza di routine, della valutazione cognitiva o della riabilitazione negli anziani con ADRD o MCI. Le barriere significative alla telemedicina in questa popolazione sono rappresentate dai requisiti tecnologici e dall’adattamento ai bisogni sensoriali.

Le barriere tecnologiche includono sia la mancanza di attrezzature sia la capacità dell’anziano di gestire le tecnologie in modo autonomo. Per affrontare questa difficoltà, il caregiver gioca il ruolo di facilitatore nel predisporre le attrezzature necessarie e risolvere i problemi tecnici.

Per agevolare l’adozione delle tecnologie di telemedicina da parte degli anziani, la formazione preventiva e la fornitura di attrezzature adeguate sono fondamentali. La configurazione delle apparecchiature, l’orientamento e il test prima dell’incontro con lo specialista, aiutano il paziente a familiarizzare con il complesso mondo della telemedicina.

Che fare?

L’implementazione di successo dei sistemi di telemedicina per gli anziani richiede la considerazione delle esigenze degli utenti, della loro interazione con la tecnologia e delle menomazioni sensoriali.

Per i pazienti con ipoacusia, lo sviluppo di servizi di sottotitoli sulle piattaforme di telemedicina può aiutare a massimizzare la comunicazione, la didascalia che utilizza il riconoscimento vocale automatico è disponibile su piattaforme di videoconferenza già esistenti.

I medici utilizzatori possono fornire materiale al paziente e al caregiver da rivedere successivamente al teleconsulto.

Ulteriori facilitatori per i pazienti ipoacusici possono includere l’integrazione di cuffie o altoparlanti regolabili in base alle proprie esigenze uditive. Inoltre, il personale tecnico di supporto potrebbe beneficiare di una formazione specifica sulla comunicazione agli anziani con disabilità cognitiva e sensoriale.

In conclusione, i bisogni sensoriali, come le difficoltà di comunicazione legate all’udito, sono stati evidenziati in più studi come una barriera al successo nell’adozione della telemedicina. Attualmente, sono necessarie ulteriori ricerche per sviluppare soluzioni alle sfide della comunicazione negli incontri di telemedicina, ormai parte integrante del futuro dell’assistenza clinica.

Reference

Yi JS, Pittman CA, Price CL, Nieman CL, Oh ES. Telemedicine and Dementia Care: A Systematic Review of Barriers and Facilitators. J Am Med Dir Assoc. 2021 Apr 20:S1525-8610(21)00311-X. doi: 10.1016/j.jamda.2021.03.015. Epub ahead of print. PMID: 33887231.

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Alessia Sanavio
Dottoressa in Tecniche Audiometriche e Tecniche Audioprotesiche, Università degli Studi di Torino.