Cerume come fonte virale del Covid? Per ora poche certezze, ma serve prudenza

La presenza del Coronavirus nel cerume è stato oggetto di alcune ricerche, ma il suo ruolo come fonte virale deve ancora essere approfondito e confermato. 

678

La presenza del Coronavirus in questo fluido corporeo e la sua carica virale sono stati oggetto in questi mesi di alcune ricerche. 

Il cerume contiene le secrezioni delle ghiandole del canale uditivo esterno e può ospitare alcuni agenti patogeni che sono attivi nell’organismo. La presenza del Coronavirus in questo fluido corporeo e la sua carica virale sono stati oggetto in questi mesi di alcune ricerche.

Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto per questioni legate alla sicurezza delle attività audiologiche e delle visite ambulatoriali. È noto, infatti, che all’infezione da Covid-19 sono correlati problemi uditivi/vestibolari, che insorgono come complicanze durante la malattia e anche come conseguenze a medio-lungo termine dopo la guarigione.

In particolare, si deve fare attenzione soprattutto ai pazienti con la cosiddetta sindrome Covid a lungo termine, in inglese gli long-hauler, cioè quei pazienti, circa il 30% dei contagiati secondo alcune stime, che a 6-9 mesi dall’infezione iniziale (spesso lieve o moderata, asintomatici o pauci-sintomatici) continuano ad accusare sintomi del Covid.

Le ricerche sui pazienti Covid

Un articolo pubblicato sul numero gennaio-febbraio 2021 della rivista Audiology Today confronta i risultati di tre ricerche, che hanno valutato la presenza nel cerume di tracce del Covid-19 in pazienti positivi.

Nell’articolo citato vengono presi in considerazione tre studi turchi, pubblicati sulla rivista Ear, Nose & Throat Journal tra ottobre e dicembre 2020, che hanno dato risultati contraddittori. Il primo ha esaminato il cerume di 60 pazienti positivi al tampone nasofaringeo senza rilevare in esso tracce del virus SARS-CoV-2.

I 60 pazienti sono stati selezionati da un gruppo di 825 persone positive tra quelli con quantità relativamente più elevate di cerume in entrambi gli orecchi. Lo studio ha confermato però la presenza nel cerume di altri patogeni, come l’epatite B.

Nel secondo studio è stata valutata la presenza del Coronavirus in alcuni fluidi corporei (saliva, lacrime e cerume) in 38 pazienti positivi. Il virus è stato rilevato nella saliva, nelle lacrime e nei campioni di cerume dei pazienti sintomatici e asintomatici. Il più alto tasso di positività era nella saliva (76,3%), seguita dalle lacrime (55,3%) e dal cerume (39,5%).

La carica virale nella saliva era significativamente più alta rispetto agli altri due fluidi, mentre non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra lacrime e cerume. La metà dei campioni di saliva, lacrime e cerume ottenuti da pazienti asintomatici conteneva il genoma della SARS-CoV-2.

Un terzo lavoro ha analizzato i risultati dei due precedenti, escludendo che i risultati positivi del secondo studio fossero dovuti alla contaminazione del cerume dovuta all’aria o alle secrezioni vicine, come avevano ipotizzato alcuni ricercatori. Parrebbe più probabile che l’RNA del virus sia presente nel cerume appena secreto e sia invece assente nei depositi accumulati di cerume.

Il ruolo potenziale del cerume come fonte virale deve ancora essere approfondito e confermato da ulteriori indagini, così come il coinvolgimento del sistema endocrino con il Coronavirus, ma è comunque evidente che nella gestione del cerume sia fondamentale minimizzare i rischi di infezione, attenendosi scrupolosamente ai protocolli di controllo delle infezioni, con la sterilizzazione degli strumenti, la disinfezione delle superfici e l’uso di DPI.

Inoltre, secondo l’autore, considerata la sindrome Covid a lungo termine, al momento è raccomandabile anche approcciare i pazienti che si sono negativizzati come se il virus fosse ancora presente.

Reference

Islamoglu Y et all. Assessment of SARS-CoV-2 in the Cerumen of COVID-19-Positive Patients. Ear, Nose & Throat Journal. https://doi.org/10.1177/0145561320966067

Hanege FM et al. SARS‐CoV‐2 Presence in the Saliva, Tears, and Cerumen of COVID‐19 Patients. The Laryngoscope
First published: 23 October 2020 https://doi.org/10.1002/lary.29218

Celik S et al. (2020) SARS-CoV-2 presence in cerumen. ENT J, December 15. 145561320981451. https://doi.org/10.1177/0145561320981451.

Avatar
Raffaella Tavan