I 5 argomenti più interessanti discussi alla BSA Annual Conference 2020

Il conference report di ORL.News con le principali novità emerse alla BSA Annual Conference che quest'anno si è tenuta in modalità online.

BSA conference 2020

La British Society of Audiology (BSA), costituita nel 1967, attraverso figure scientifiche interdisciplinari, sia del settore privato sia del mondo accademico, mira a ottenere risultati nel campo della ricerca, dell’apprendimento, della pratica clinica e dell’impatto audiologico.

È una delle più grandi società di audiologia presenti nel panorama europeo con circa 1200 membri ed è organizzata in comitati permanenti: il Learning Events Group, Professional Guidance Group, il Comitato direttivo per il finanziamento della ricerca e il Comitato per la pubblicità.

BSA Annual Conference 2020 in modalità digital

Quest’anno il consueto congresso non è mancato, ma stavolta in modalità webinar. Ha aperto il BSA Annual Conference 2020, tenutosi dal 12 al 19 ottobre, il Presidente dott. Derek Hoare, il quale ha illustrato gli obiettivi strategici del triennio 2020-23, quali l’aumento del profilo internazionale, razionalizzazione ed esemplificazione dell’orientamento e maggior diffusione degli insegnamenti online, al fine di rendere la BSA un’organizzazione il più possibile rappresentativa e inclusiva.

Descrivendo il congresso a grandi linee, potremmo dire che esso si suddivide in tre macro-aree. Un’area dedicata ai risultati ed obiettivi raggiunti dalla BSA. Il Prof. Chris Degg, con la sua relazione dal titolo ”Professional Guidance Group – What are the new protocols, Who are we and how do we do it?”, ha evidenziato il lavoro svolto dal suo gruppo, producendo linee guida su procedure specifiche raccomandate in campo audiologico, basate sulle migliori evidenze scientifiche, poiché sottoposte ad un rigoroso processo di revisione tra pari prima della pubblicazione.

Un’altra area, dedicata alle presentazioni scientifiche, ha incorporato contributi di Special Interest Groups.  In questa sezione è stato dato maggior risalto a specifiche patologie in età pediatrica, talvolta misconosciute; al tinnitus e alla perdita uditiva, entrambe patologie associate a disturbi cognitivi, e infine alla revisione e aggiornamento del documento di orientamento BSA per la riabilitazione vestibolare.

La terza macro area della BSA Annual Conference include la sezione poster che, in termini numerici ha visto il più alto contributo scientifico.

Sono stati presentati 47 poster: la gran parte riferibili a studi condotti su problematiche uditive; procedure diagnostiche strumentali; metodi quantificativi di ricognizione della riorganizzazione corticale uditiva, successiva a deprivazione dell’input uditivo periferico; stimolazione elettro-acustica nell’impianto cocleare; studi sull’acufene in particolari soggetti a rischio e con particolari apparecchi acustici; programmi riabilitativi audiologici in età pediatrica ed adulta; 5 poster dedicati ai risvolti audiologici “in tempo di Covid-19” e 4 poster su problematiche vestibolari che spaziano da una review sul trattamento meccanico riabilitativo delle VPPB a studi che comparavano la perdita d’udito con l’equilibrio e la mobilità.

Le cinque “notizie” più importanti

Analizzando un po’ più approfonditamente i contenuti scientifici, si evidenziano quali sono stati i 5 punti più salienti emersi durante il congresso.

Nonostante la scarsità di dati a supporto statisticamente significativi, ha catturato l’attenzione la presentazione sulle APD, il disturbo di elaborazione uditiva.

1) Il disturbo di elaborazione uditiva

La definizione di APD, secondo quanto riportato alla BSA Annual Conference, è stata aggiornata nel 2018, ed è descritta come l’incapacità di comprendere il parlato in presenza di rumore di fondo. Classificata come acquisita nello sviluppo o APD secondario (generalmente associato all’invecchiamento) con difficoltà di ascolto, ma con un udito normale, può spesso coesistere con altri disturbi dell’apprendimento e della comunicazione, come i disturbi del linguaggio durante lo sviluppo, la dislessia, in quanto potrebbero riscontrarsi difficoltà di elaborazione temporale.

È stato notato come questo disturbo sia più frequente in soggetti che, nell’età evolutiva, apprendono più lingue o in soggetti che, a causa di un’ipoacusia transitoria, abbiano successivamente riportato deficit di comprensione del messaggio verbale, confondendo accenti o mostrando difficoltà di pronuncia.

Se non diagnosticata e trattata precocemente, questo disturbo può incorrere in difficoltà di memorizzazione e scarse prestazioni accademiche rispetto ai coetanei.

2) Emergenza Covid-19

Secondo punto attrattivo è stata la presentazione del Paediatric Special Interest Group – A snapshot of Newborn Hearing Screening services in the UK during the COVID-19 pandemic che, mettendo in risalto le reali difficoltà presentatesi durante la fase più grave della pandemia nell’effettuare lo screening audiologico infantile, hanno provato a creare un sistema virtuoso per garantire comunque il servizio.

3) Tinitus e performance cognitive

Terzo punto interessante è stata la presentazione “Tinnitus and Hyperacusis SIG – Investigating the relationship between tinnitus distress, concentration difficulties, and cognitive performance”, fornendo una panoramica della ricerca che utilizza una varietà di metodi quantitativi per dimostrare che il funzionamento cognitivo esecutivo può svolgere un ruolo importante nella gestione della sofferenza da acufene.

4) Udito, vista e cervello

Quarto punto rilevante, l’intervento del Prof Iracema Leroi che, grazie ad un progetto europeo Horizon 2020, ha potuto indagare la fine relazione esistente tra udito, vista e declino cognitivo: “Eyes, ears and mind: Linking acquired hearing, vision and cognitive decline”, analizzando i disturbi dell’udito e della vista quali condizioni concomitanti più comuni tra le persone che convivono con la demenza.

Infatti, un deterioramento sensoriale non riconosciuto e non corretto può peggiorare la traiettoria del declino cognitivo e funzionale, quindi, migliorare la funzione sensoriale nelle persone affette da demenza può essere un mezzo accessibile per migliorare la qualità della vita.

5) Apparecchi acustici combinati

Ultimo punto saliente della BSA Annual Conference, la presentazione dal titolo: “Tinnitus and Hyperacusis Special Interest Group – Combination device”. Gli apparecchi combinati forniscono sia l’amplificazione che la generazione di un suono all’interno dello stesso dispositivo. La maggior parte delle cliniche di audiologia del Regno Unito possono offrire apparecchi acustici combinati, tuttavia i protocolli di fitting variano notevolmente tra le diverse cliniche. Per affrontare la mancanza di protocolli standardizzati, è stata sviluppata la guida pratica BSA e fornisce indicazioni e consigli per il fitting di apparecchi acustici combinati per soggetti con acufene. Il lavoro condotto a supporto di questa guida, comprendeva una valutazione del servizio, un sondaggio tra gli utenti e un focus group. La valutazione pratica copre una vasta gamma di argomenti, tra cui valutazione, candidatura, selezione del dispositivo, adattamento, educazione della materia, follow-up e misurazione dei risultati.

Da quasi un anno viviamo in uno stato emergenziale che parzialmente o radicalmente ha cambiato il nostro modus operandi in quasi tutti i campi dell’esistenza e, soprattutto, nel campo della ricerca, dove ad oggi, è realmente complesso poter condurre ricerche scientifiche di tipo soprattutto prospettico.

Ed è a causa di questi cambiamenti ai quali è difficile adattarsi che, probabilmente, i contenuti del BSA conference 2020 sono apparsi a tratti poco innovativi e talvolta ripetitivi. Lasciano comunque molti spunti di riflessione e possibilità di aggiornamento e approfondimento su numerosi argomenti.

Paola Di Mauro
Paola Di Mauro